martedì 4 novembre 2014

4.11.2014.Pensando a Michele Iaccarino

 di come traccia tra le vie dell’anima parole dell’ego e situazione massiccia di ragione particolarmente preparato a sé perché sopravvivono. E incontrandosi con ognuno il corpo nessuno sa della possibilità che è rara a morire ovunque il qualunque porta vita alla folla. Che in esseri possibili continua a scrivere la via straordinaria del tempo che non è solo spazio ma corpo per vivere di sé. E per tempo lo porta ... dove la gente di quest'universo nasconde malapena il punto inaccessibile dei raggi come acque di fiume solitario come il sole, la stella in una moltitudine mano dell’uomo che mantenendo la vita spala con perfetta forza di braccia senza perdere la neve che si raffredda il corpo fantastico come il morto destato di come l’io in due parole di Matteo di Cataldi. M’illumini d’immenso e scorrono tuttora a trovare le vie dell’anima. Allora viaggiano tra il cielo quello illuminati dalle stelle e l’immenso universo buio lontano dal figlio sole che scorre dentro i suoi raggi e porta a me la vena poetica a dire. Sei tu la mia luce e perciò resti la "vena porta epatica" e porta ispirazione da scrivere senza necessità i pensieri di come la contraddizione ti avvicina alla strada del cuore. E porta lontano e vicino la via del sentito religioso che è l’anima dell’umano poeta a momento. Perché è come quello che ti resta a fare di te poeta rigurgitante.  Tra le tante una sola vena porta al porto e al castello del vecchio paese che accende lumi e nient’altra visibilità per altri tuoi anni. Che con il tempo e surreali parole fai l’importanza di questo paese particolarmente bello da pensare alle feste di ferragosto e la sua madonna di Siponto. Che cosa importa al poeta della festa in via straordinario che incide solo se dovrà far gioire per forza con l’una o l’altra anima di tutte e due le conciliazioni che hanno portato sempre sulla strada in via dell’ordine d’arrivo.  Per riparare il parlato d’Antonio non cancello i già pensieri ascritti e, ci penso io, con la faccia dell’altra parte di sole che per ora continuo a scrivere delle cose oscure che scarseggiano la notte tra il giorno l’alba c’è e, produce costantemente in me l’idea d’Isidoro. Che non posso conservare ma favorisce la mia devozione al canto del gallo l’idea della lontananza qualità nell’intiepidire chi è vicina l’idea stessa d’essere caleidoscopio. Fino a scrivere con parole che piacciono agli amanti di paese e verbi perfetti che scorrono nell’unicità del telaio di Dio che segue la passione di ogni contraddizione sociale e personale a leggere. I risultati che ho già pubblicato raccontando la ricerca di Jean Mesilier – Wikipedia arriva a circa 7.540. Risultati (0,19). Fa niente distruggendo se stessi, gli altri salvano ogni conservazione dei colori e tinte messe da me in quest’effetto di fuga ossimoro a rimanere come i nostri nonni. E questa non è una ciofeca del vino come pensiero scelto per commedia. E’ sempre linfa di una mente estrosa fondamentale e insostituibile per un nuova corsa senza le proprie gambe che arriva in questi luoghi difficili che salvano ogni conservazione per Dio. E per salute v’invita a leggere Jean Mesilier e Mentale che in questo caso fanno buon viso al mio credo che porta sempre le sue contraddizioni. E parte sicuramente per l’arte tutta da scoprire Antonio scorre con i suoi pensieri di spessori dentro i suoi raggi illuminati dal padre poeta che documenta l’immensa cosa come nessuno, ricerca la storia. E porta a me le sue caratteristiche raggiunte con tutta l’anima completamente in questo corpo per dire più lunga della vena poetica il senso che consideriamo maestri delle tecniche. Della verità di alterazione e truffa a garantire chi potesse penetrare in questa via raggiunta dalla vicina strada il lontano animo di uomo. Di solito in contatto con la natura come il castagno, lo spirito lontano dal vapore accomoda la farina che il poeta fa lievitare con queste ferme parole e usa il punto. È verso il paese vecchio Siponto e vedo l’anima che mette l’esempio non detto mai prima di quest’alimentato pensiero, - tenuto come te nella luce necessaria in un corpo qualunque portato qua per scrivere senza aspettare la sera. Un po’ per dire che sei tu la luce e perciò prendiamo la loro vena per assorbire il troppo sangue direttamente con le parole che rovinano i pensieri con molte lettere precipitandole nei resti della vecchia vena del nonno poeta. E vengono qua a portarsi loro perché sono vena porta epatica di questa lettura a vari titoli importante alle tre figure più "solide" che ho scritto senza essere neurologo e psichiatrico per ungere a farvi leggere competenze mediche ai disturbi di emotività particolare le mie.  La mia necessità resta al supporto che aiuta l’ambiente scorrendo dentro i suoi raggi e porta a me la vena poetica a dire che è una storia e senso della verità in contatto con la natura e lo spirito accomodante. Generate da Lui voluto per te che in questo caso è meno violento l’atto secondo la sua e la mia luce che racconto come conseguenza ambientale poetica. Fin qui al fine di ottenere quanto detto sopra la vena porta epatica. Da scorrere in me l’immenso nascente riposo che passa alla fase successiva scivolando in questo modo. Scivolose e uniformi cose chiamate tra la maturazione la forma e corpo esterno come le alghe, circa stese al sole imprimendo l’autore a scrivere che finalmente c’è una comune luce. Che tratta a secondo la versione di chi disse, fa che svampi fuori dalle fiamme. Come tanti anni fa svampando se ne stanno qua tra i raggi accumulati che il pensiero si alza a dire magnificamente l’uso: è un paese bello come lo smeraldo sprecato. E l’ingrediente spreco e non dimenticare chi ricordi Montale nel suo aspetto per recuperare la vena da dimostrare in sé che è ancora buona la parola di parte a chi ha bisogno. Talaltro é un grande poeta che non vogliamo rischiare per il bene del paese, ma amiamo molto le persone di città e per questo emoziona Lui tanto da far rischiare pure a me di condividere e, non solo scrivere che anch’io amo tanto questa bella rotonda. Con il castello e campo sportivo che si trovano andando verso la litoranea Monticchio Porto Siponto. Davvero si rischia di essere invasi - non da delinquenti - ma da persone in eccesso e nello stesso luogo immagazzinare il bene non lo spreco che sa apprezzare tutta questa bellezza e, anima di come te, espressiva, bella. L’incanto, dell’averti, ci porta verso l’ermetismo, di Ungaretti - in questo nuovo rapporto, più grande alle cose naturale della nostra terra a tema ambientale. E piace visitare Manfredonia; senza pagare nulla solo la presenza buona fa superare di noi tutti queglioccasione. Che predispone a farci scrivere e, ben introduce chi rischia perché solo chi si muove così svela la provocazione già visto e sentito con l'effetto negativo il positivo. Di questo modo nuovo di vedere l'esperimento per chi “guadagna appunto qualcosa”e, che non deve mai perdersi d’animo.

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