di come traccia tra le vie
dell’anima parole dell’ego e situazione massiccia di ragione particolarmente
preparato a sé perché sopravvivono. E incontrandosi con ognuno il corpo nessuno
sa della possibilità che è rara a morire ovunque il qualunque porta vita alla
folla. Che in esseri possibili continua a scrivere la via straordinaria del
tempo che non è solo spazio ma corpo per vivere di sé. E per tempo lo porta ...
dove la gente di quest'universo nasconde malapena il punto inaccessibile dei
raggi come acque di fiume solitario come il sole, la stella in una moltitudine
mano dell’uomo che mantenendo la vita spala con perfetta forza di braccia senza
perdere la neve che si raffredda il corpo fantastico come il morto destato di
come l’io in due parole di Matteo di Cataldi. M’illumini d’immenso e scorrono
tuttora a trovare le vie dell’anima. Allora viaggiano tra il cielo quello
illuminati dalle stelle e l’immenso universo buio lontano dal figlio sole che scorre
dentro i suoi raggi e porta a me la vena poetica a dire. Sei tu la mia luce e
perciò resti la "vena porta epatica" e porta ispirazione da scrivere
senza necessità i pensieri di come la contraddizione ti avvicina alla strada
del cuore. E porta lontano e vicino la via del sentito religioso che è l’anima
dell’umano poeta a momento. Perché è come quello che ti resta a fare di te
poeta rigurgitante. Tra le tante una
sola vena porta al porto e al castello del vecchio paese che accende lumi e
nient’altra visibilità per altri tuoi anni. Che con il tempo e surreali parole
fai l’importanza di questo paese particolarmente bello da pensare alle feste di
ferragosto e la sua madonna di Siponto. Che cosa importa al poeta della festa
in via straordinario che incide solo se dovrà far gioire per forza con l’una o
l’altra anima di tutte e due le conciliazioni che hanno portato sempre sulla
strada in via dell’ordine d’arrivo. Per
riparare il parlato d’Antonio non cancello i già pensieri ascritti e, ci penso
io, con la faccia dell’altra parte di sole che per ora continuo a scrivere
delle cose oscure che scarseggiano la notte tra il giorno l’alba c’è e, produce
costantemente in me l’idea d’Isidoro. Che non posso conservare ma favorisce la
mia devozione al canto del gallo l’idea della lontananza qualità
nell’intiepidire chi è vicina l’idea stessa d’essere caleidoscopio. Fino a
scrivere con parole che piacciono agli amanti di paese e verbi perfetti che
scorrono nell’unicità del telaio di Dio che segue la passione di ogni
contraddizione sociale e personale a leggere. I risultati che ho già pubblicato
raccontando la ricerca di Jean Mesilier – Wikipedia arriva a circa 7.540.
Risultati (0,19). Fa niente distruggendo se stessi, gli altri salvano ogni
conservazione dei colori e tinte messe da me in quest’effetto di fuga ossimoro
a rimanere come i nostri nonni. E questa non è una ciofeca del vino come
pensiero scelto per commedia. E’ sempre linfa di una mente estrosa fondamentale
e insostituibile per un nuova corsa senza le proprie gambe che arriva in questi
luoghi difficili che salvano ogni conservazione per Dio. E per salute v’invita
a leggere Jean Mesilier e Mentale che in questo caso fanno buon viso al mio
credo che porta sempre le sue contraddizioni. E parte sicuramente per l’arte
tutta da scoprire Antonio scorre con i suoi pensieri di spessori dentro i suoi
raggi illuminati dal padre poeta che documenta l’immensa cosa come nessuno,
ricerca la storia. E porta a me le sue caratteristiche raggiunte con tutta
l’anima completamente in questo corpo per dire più lunga della vena poetica il
senso che consideriamo maestri delle tecniche. Della verità di alterazione e
truffa a garantire chi potesse penetrare in questa via raggiunta dalla vicina
strada il lontano animo di uomo. Di solito in contatto con la natura come il castagno,
lo spirito lontano dal vapore accomoda la farina che il poeta fa lievitare con
queste ferme parole e usa il punto. È verso il paese vecchio Siponto e vedo
l’anima che mette l’esempio non detto mai prima di quest’alimentato pensiero, -
tenuto come te nella luce necessaria in un corpo qualunque portato qua per
scrivere senza aspettare la sera. Un po’ per dire che sei tu la luce e perciò
prendiamo la loro vena per assorbire il troppo sangue direttamente con le
parole che rovinano i pensieri con molte lettere precipitandole nei resti della
vecchia vena del nonno poeta. E vengono qua a portarsi loro perché sono vena
porta epatica di questa lettura a vari titoli importante alle tre figure più
"solide" che ho scritto senza essere neurologo e psichiatrico per
ungere a farvi leggere competenze mediche ai disturbi di emotività particolare
le mie. La mia necessità resta al
supporto che aiuta l’ambiente scorrendo dentro i suoi raggi e porta a me la
vena poetica a dire che è una storia e senso della verità in contatto con la
natura e lo spirito accomodante. Generate da Lui voluto per te che in questo
caso è meno violento l’atto secondo la sua e la mia luce che racconto come
conseguenza ambientale poetica. Fin qui al fine di ottenere quanto detto sopra la
vena porta epatica. Da scorrere in me l’immenso nascente riposo che passa alla
fase successiva scivolando in questo modo. Scivolose e uniformi cose chiamate
tra la maturazione la forma e corpo esterno come le alghe, circa stese al sole imprimendo
l’autore a scrivere che finalmente c’è una comune luce. Che tratta a secondo la
versione di chi disse, fa che svampi fuori dalle fiamme. Come tanti anni fa svampando
se ne stanno qua tra i raggi accumulati che il pensiero si alza a dire magnificamente
l’uso: è un paese bello come lo smeraldo sprecato. E l’ingrediente spreco e non
dimenticare chi ricordi Montale nel suo aspetto per recuperare la vena da
dimostrare in sé che è ancora buona la parola di parte a chi ha bisogno. Talaltro
é un grande poeta che non vogliamo rischiare per il bene del paese, ma amiamo
molto le persone di città e per questo emoziona Lui tanto da far rischiare pure
a me di condividere e, non solo scrivere che anch’io amo tanto questa bella
rotonda. Con il castello e campo sportivo che si trovano andando verso la
litoranea Monticchio Porto Siponto. Davvero si rischia di essere invasi - non
da delinquenti - ma da persone in eccesso e nello stesso luogo immagazzinare il
bene non lo spreco che sa apprezzare tutta questa bellezza e, anima di come te,
espressiva, bella. L’incanto, dell’averti, ci porta verso l’ermetismo, di
Ungaretti - in questo nuovo rapporto, più grande alle cose naturale della
nostra terra a tema ambientale. E piace visitare Manfredonia; senza pagare
nulla solo la presenza buona fa superare di noi tutti queglioccasione. Che
predispone a farci scrivere e, ben introduce chi rischia perché solo chi si
muove così svela la provocazione già visto e sentito con l'effetto negativo il positivo.
Di questo modo nuovo di vedere l'esperimento per chi “guadagna appunto qualcosa”e,
che non deve mai perdersi d’animo.
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