sabato 30 novembre 2013

La verità uccide

Lo stato d’animo d’Antonio Tomaiuolo rimane permissivo; dacché pensa e scrive – e, intanto la persona parte col suo animo a vivere con umiltà e sì presta prostrandosi in una cosa pazzesca. Vale a ricordare che ha permesso con la sua educazione “religiosa e culturale”! Laboriosità, su chi, aiuta nella motivazione, del delitto - tolleranza ed esperienza… nella migliore parola. Qual è la riduzione tranquilla dell’offeso che punta alla grand’umiliazione che intravede il perdono per lo stato psicologico dell’offensore. L’epitaffista dell’antonimo “Bafarde, Ma falde, Nessuno e per ultimo il Santino gli resta soltanto lo spreco d’occupare spazio tra le pagine di una verità che uccide e l’altra bugiarda che salva l’anima d’ognuno. Ha avuto l’illusione di poter svegliarsi un giorno come l’onirico passaggio che ha fatto del sogno molte cose buone e delle tante che non mi meraviglierebbero se puoi cancellare quelle cattive. Io non credo che dicendo chi è Antonio risolva il debito con Dio. Avrei aiutato solo l’io dello stesso – ma resta, lui molto debole. Per niente come Giobbe; anima vissuta nella rettitudine - per portare questo peso. Per quel poco che tu sappia quanto mi dispiace sono una mente perversa. (Possibilismo assassino, un criminale, un vigliacco e, credo che rimarrò per sempre nessuno il santino di turno. Una volta ha letto lui l’io di me stesso un capitolo sul libro sacro che  nelle pagine di Corinti sì leggeva sulla redenzione ma anche chi aveva assistito e visto il destato dai morti non credeva, perciò resto qui a scrivere di un’altra lettura che pure importante resta l’articolo di fede. A chi, ci crede. La materia non è assente; e intanto scrive e continua a salire o scendere uno scalino la volta che rappresenta questa scala dei valori. Bene! Io sono quello che è qui per rappresentare l’uomo figlio nipote zio padre nonno cugino amico della parola del credente. Credere senza lì come e senza lì perché. La religione non ha problemi ma non proprio come chi ci fa vivere da uomo, in questa lettura. Una lettura, per essere stata scritta a farci vivere due volte. Continuando, ancora per l’infinità dei tempi, dell’anima spirituale. Capisce che se riuscirà a dare ai figli esattamente quello che il Padre Celeste ha dato al Salvatore: metà del buono e, dello scritto, renderà vita al miscredente e al credente che, siano loro ricchi o poveri. Sta a scrivere l’anima come chi pensa di far un buon lavoro. Ci sono cinque gradini da fare per ottenere il perdono. Gesù figlio del Padre e madre stella ha insegnato e continua a farlo con la parola dell’eterno spirito a tutti i ragazzini che un giorno arrivano per esseri maturi solo per difendersi dai grandi. Lui insegnava ed impararono, i pochi uomini che lo seguivano perché la sua parola continuava ancora e, per tuttora a farlo bene il miracolo della vita! Vediamo l’esempio che ha dato al contadino “bracciante” bustrofedico padre buono e figlio ubbidiente e se ne vanno nella palindroma parola “ETNAGIGANTE” inventata per star bene nei campi a zappare intorno alla vigna - quasi a ruspar le radici; perché, soltanto così l’uomo potrà con la terra dare dei buoni frutti. Lui abitua l’io di noi stesso per i  figli. Con questa lettura… sulla rettitudine cultura della semplicità, del sacrificio, del lavoro, dell’onestà, della terra e, dalle cose da toccare che, ci danno l’enfasi di continuare a vivere l’insegnamento che c’è stato dato di sapere, per vivere bene. Orché, facciamolo con bravura, anche se, a volte non lo sappiamo trasmettere. Fin qui l’anima resta convinta. Per la qual, se lo facciamo bene, com’io penso di farlo - così allora credetemi perché questa persona ce la metta tutta e continua a scrivere i cinque gradini del pentimento e dell’umiltà da credere per vincere la morte che non ci separa dalle radici del nostro sognato creatore. Immaginate pure com'è giusto; ed è stato fatto per essere a sua immagine e somiglianza. Viceversa lui è uno di noi e resta l’unico dio personale d’ognuno che crede alla redenzione. Il primo gradino (riconoscere ciò che sé perduto). Il secondo gradino riguarda (il rimorso). Il terzo gradino è risarcire la persona offesa – tipo; se lì hai rubato un pollo devi portarglielo un altro. Solo a questo punto puoi trovarti al quarto gradino per mettere apposto le cose con Dio. Così, è al quinto gradino che puoi davvero – devi per trovarti  nello stesso posto e nella stessa situazione! Non sono io che posso ridarle la vita; non è come un pollo rubato. In ogni caso questo me lo è assicurato dall'anima’anima mia. Qual è nobile con Dio; e volendo aprir le braccia. ( il senso del vuoto riempito c’è stato ) ed è per essere scritta l’anima del mio dito alzato e abbassato nella sua contraddizione e, per quanto sì possa ricordare l’incendio e la morte che salva <Nerone >. Una era la mano del proprio piede e, l’altra del corpo unico. Cosi e andato avanti pensando di continuare  a vedere, come chi può ridargli la vita, quello non ero io. Non è stato come quel pollo rubato il giorno, anche se resta esaudito dalla vita unica la redenzione. Non è così, anche se lo volevo no! Allora mi fermai di nuovo a pensare all'ultimo gradino; poiché era arrivato il tempo di capire perché Dio non fa in modo che non ci troviamo mai due volte nello stesso posto guardando dove ci porta la parola del Salvatore. Notando, che, in “certi” posti, ci porta l’anima. Di quanto desideriamo, con lo spirito e, non col natural qual io sono qui; e scrivo dacché ha un corpo che, poco capisce e meno virtuosa la cosa da lui. Per lo stesso, di quando il tempo, di lui crede; e, c’era a questo motivo l’uomo. Qual, continua a pensare, senza essere sicuro, di far la scelta giusta; perché incapace di distinguere il colore del Santo e la tinta dell’uomo figlio di Dio - solo Gesù Cristo sa quanto sommano tutte queste parole buttate al vento. Per capire il nulla del niente ascritto; se, non chiude, subito che, lui l’io di me stesso, non sa che redimersi  a questi  pensieri. deve tornare mai sul luogo del delitto. Soltanto ascoltando la coscienza le basta far coincidere i giorni, più difficili della propria vita e, di maggior angustia, d’alta paura e d’enorme dolore. Domandai allora al  tempo della mia anima, tu m’avevi assicurata che anche se io non credevo lui credeva in me e sarei stato alleggerito del peccato col suo giogo. Invece, mi trovo qui a scrivere  del tempo che non c’è modo di sapere se è vero che la verità uccide e la bugia salva il vivente e non il morto che niente ha più forte - che questo carme <corpo >. Il qual, vive per non morire sulla terra. Sì un giorno i miei occhi non vedranno quello che gli altri simili vedono e, pensando al cavallo che vola. Al pensiero d’Ippocrate e all'altro passato che rappresenta per tutta la vita dell’uomo in avanti Leonardo Da, Vince. Bene! Così, m’affermo a ricordarlo col tempo …di un buon Michelangelo il disegno del rinascimento; anche se io non mi redimerò mai! Continuerò ad inventarmi le cose come chi accetterà lui  nell'io di vivere con se stesso! Allora? Di qui perché non credi che Gesù è risorto dai morti e non s’è mai visto addormentato? Il sogno continua se tu lo vuoi far  lasciar vivere come il cavallo alato sulla luna per recuperare il cervello d’Orlando. Le scrive le cose lui ma non sa che fa parte del mio io che a momento penso a voi stessi che volete redimere; e questa  resta scritta nella peggiore dell’ipotesi congetturale alla vita mia, qual non può essere la vostra che s’addebita e tenta il necessario per recuperare quanto occupato. Da lui l’io di me stesso. Nella sacrificata partenza che, il corpo umano occupa, spazio prezioso.; Non sapendo se, supera la sicura, redenzione. Pensiero, che, chiude come gli ultimi versi di una poesia già vera la lettura, offertami nell’occasione di quel momento magico e via. Il Signore rispose: figlio mio io t’amo e, ti dissi…che sarei stato dentro ogni cuore puro anche se la porta non si vede perché non c’è modo d’esprimere l’apertura d’ogni sentimento salvabile dal Salvatore. Io resto con te durante tutta la scritturale e dopo di questa lettura lascio l’essenza di Dio a chi rilegge l’amore di come fa il codice di fede. Nient’altro pretende il gene della vita; solo di vivere prima di morire e questo ci deve bastare per farci perdonare d’ogni peccato commesso - con e, senza il libero arbitrio. Le parole erano scritte affettuosamente a (Antonio Tomaiuolo) amico <fraterno > dell’ignoto autore che conoscevamo meglio di quella pietra biliare e, chiudeva l’offerta, ricevuta dalla famiglia di Dio. L’evento era registrato per te; nella serata, di Venerdì santo. 13/04/2001. Nella casa, in una delle parti, di questo mondo, a Manfredonia e, in  voci assoluta .L’assoluto è evidente in questo caso che assicura la parola nella sua luce. Di qui parte questo messaggio angelico Il quale vuole salutare tutti. Rivoliamo tanto la parola del bene cancellando il momento dell’io medesimo. Sì cancelliamo la scala senza valore alcuno poiché i suoi gradini non ci portano lassù nel cielo dell’arcobaleno e velo dell’anima celeste, bensì ricorda di lui come l’amico vero dell’autore. Radichiamoci nei veri valori trascritti per tener unita la famiglia. Vale a dire la “personale”coniugazione dell’amico scrivente Ciao L’ignoto di Siponto oggi sé presentato nella sua antonimia per la quale ha sostenuto che la verità uccide l’uomo naturale; ma non condanna lo spirito - corpo dell’eterno tempo infinito. Fin qui chiude per essere arrivato al punto della parte bugiarda che salva la fine del Dio denaro e, di come ha vissuto l’uomo incolto sulla terra. Non importa s’è stato povero ed è rimasto ricco. Importa cosa è rimasta della sua ricchezza culturale in materia di pensare col sentito religioso a ricordo di chi crede senza lì come senza lì perché l’anima si convertisse per se stesso il perdono che non c’è senza amare chi ha inventato l’amore. Qui l’intelligenza sì lascia al tempo della fioritura padrona della parola infinita e che riguarda il cielo la terra monti e mare per ogni riscontro del risultato ascritto.

Don Galogero Sabato 20 Marzo 2010 0ra esatta 11.59

Manfredonia (Foggia)
    Carissimo Calogero Bentivegna “amico”; è solo uno sfogo d’animo, ma come sappiamo i soldi bisogna farseli perdonare e non solo nella mia regione - il vero dell’Italia -. Tutto è detratto dall’ossimoro tasso politico ingarbugliato dallo stato di diritto che perdiamo e vinciamo come cittadino d’ogni nazione. Il quale vive e muore per natura. Sta a noi comunicare l’amore dell’eterno spirito lavorando e amando gli altri simili.
    Ci sono amici che deturpano l’anima spirituale e naturale d’ammosciare le coscienze umane. Tali persone strappano come un panno di lenzuola la sindone di Cristo e tutto il corpo della propria esistenza va a riflettere sul ricevuto dal nulla il tema della propria madre natura. Fin qui un messaggio va scritto a chi crede che il nulla porta niente e diversamente riceviamo dalle cose chiamate col proprio nome il naturale.
    Io ci provo a copiare un messaggio letto su internet; e l’offriamo volentieri a te amico senza nome <….>. Di come il plurale e sintomo di buona compagnia e di cattiva sorte se in un contesto di perdita a tema libero c’è crisi anche nella cultura tradizionale e di chiacchiere antiche. Mi permetto con tutte le mie forze di farlo mio e dedicarlo personalmente questi pochi pensieri all’amico Siciliano. Il nome richiama Don Calogero, ma lui è, di fatto, un uomo buono e che lavora per gli altri per soddisfare non solo il suo, ma anche di come ricorda il benessere sociale. Lui non è quello che non nominiamo, ma per difetto scriviamo che è quasi come l’omonimo di…
    A tutti gli amici di come lo chiamo io Ombellico del mondo. Vale a ricordare la vita di Dio; perché è suo quest’animo terrestre teleste e celeste. Scrivo il simile; perché possano loro migliorare la propria vita servendo gli altri.
                                         
                             Qualcuno una volta ha detto:

       Lavora come se non avessi bisogno dei soldi.

       Ama come se nessuno ti abbia mai fatto soffrire.

       Balla come se nessuno ti stesse guardando.

       Canta come se nessuno ti stesse sentendo.

        Vivi come se il paradiso fosse sulla terra.


                      






Don Galogero

C’erano molte parole scritte con altrettanto superfluo, che a ricordarle bene, m’accorgo d’essere un po’ succinto come il poeta migliore cantante Zero. Il poeta deve essere un buon matematico e, non solo filosofo scientifico come questo fedele amico dei simili speranzosi. A scrivere… in verità vi scrivo cose che nessun profeta ha mai mostrato d’essere sentito come il salvatore.
Mostra la via più sublime. Lui ricordava alla gente del tempo, se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita. Così è anche per l’Appresso scritto perché se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla. In altre parole se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo, per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe. Bene, detto questo che pare superfluo al succinto pensiero per la quale io concentro nella sommatoria dei numeri con ragionamento matematico esco fuori senza nessuna invidia, proprio come andrebbe scritto: “la carità è magnanima, benevola è donarsi; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della carità. Tutto scusa, crede, spera e sopporta. La carità non avrà mai fine. Albert Einstein è stato probabilmente il più grande scienziato del XX secolo, ... AlbertEinstein nacque il 14 marzo 1879 a Ulm, nella Germania meridionale. ...
Il nome ricorda il sentito dei più grandi scienziati nati dopo il periodo del romanticismo.
Visse una buona parte di storia contemporanea con i numeri facilmente adattato al più grande poeta

Vissuto per non dimenticare che la poesia è stata costruita con la sua matematica proprio come ricorda Rocco ad Antonio l’epitaffista di questa lettura. Il termine è sbagliato ma ha scritto molto più di quegli autori che a tempo pubblicava il suo libro.   














X Salvatore Guerra e, Gennaro Di Candia



 nati entrambi in Manfredonia.
Fate entrambi delle ricerche su Freud Vi appassionerete anche Voi alla psicologia umana...
L’artefatta è di casa se scriviamo come l’universo sentimento di comando al proprio buon cuore e cattivo gioco.  
Il giocatore dell’otto, non è un amico, ma solo un poco di buono. Lui scrivendo tali pensieri, è come Antonio che autorizza pienamente ogni perdita e vincita all’ossimoro bene e il male. Peccato che: percorre instancabilmente in ognuno di noi il tradimento di comando al proprio egoismo perfetto. E’ scritto nel codice genetico degli umani tradire per il proprio tornaconto. Fin qui, lui, il peccato e, peccatore universale: s’emette nella testa della brava gente il mistero. La vita è tutta un mistero; proprio come il personaggio divertito nell’olimpiade avvenuto una sola volta nel mondo in “Solo Voce”, complicato capire, ma la caduta di quest’immagine è appropriata alla parola palindroma intenzionata d’intenzione e richiama l’ETNAGIGANTE, propria invenzione. Non essere scettico e poi basta essere troppo serio. La vita è una è irripetibile e basta, avanza il tempo per giocare pensando di vincere un sogno che non c’é nel passaggio di una favola perché è una vera storia nella polisemia tra gli uomini di successo e fattivo personaggio. Della positiva mente umana abbiamo avuto e c’è ancora in storia dell’uomo e luogo della parola. Si pronuncia froid e sì scrive freud...era il padre della psicanalisi. Di Lui, la persona che scrive non gli importa un accidente di niente; è solo interessato a far capire l’importanza del trascendile modo di fare scrittura e filosofia. Credetemi perché porterà tanta fortuna non sola alle vostre famiglie ma anche a chi ne ha veramente bisogno da credere a un miracolo o ad una fortunata occasione da non perdere e, non essere scettico! Gioca.
Non stare lì a giudicare lo scritto anacoluto ma pensi alla sostanza nei suoi pensieri dolenti e non scoraggiarti più del dovuto modo di essere imperfetti. Lo siamo un po’ tutti l’afferma il Signore.
Bene! Cinquina mancata ma quaderna azzeccata. Un euro cadauno su tutte le ruote per tutto l’anno a cominciare dal 2010 giocati sempre il 9-12-37-71- / 67-17-73-21 anche fuori Manfredonia puoi giocarli, sono numeri vincenti come quest’altra giocata da fare su Venezia Roma Palermo-15- 08 -9 - 78   / 87-76-8-51.
 Ciao Salvatore e, vincimi almeno questo terno 24-20-46-. Nella prima giocata di Gennaio.
 Non farai di questa lettura una poesia, ma una profonda riflessione di come un amico scrive. In altre parole voglio farti sapere, anche se indirettamente siamo tutti un po’ poeti che parlo alla persona cui spera il cuore e vivere tacendo del proprio preferito sentimento. Il silenzio è la migliore parola, quando non si Ha di meglio da urlare ai quattro venti della vita comune. Fin qui si capisce che io le cose l’esprimo per me e te come un’interrogazione appropriata alla lettera. Per Antonio l’autore di questa lettera e amico di tutta la gente che vuole vivere un mondo migliore con un cuore altrettanto meglio di questo pensiero che scrivo appresso: vivere non vuole ricordare simili sentimenti e parola vivente di una buona e brillante poesia, quasi lucida e profonda da rimanere per sempre in ognuno di noi. Il qualunque, ovunque vive ha bisogno di dare un significato alla propria esistenza.
Io ci provo a scrivere una lettera singolare, non perché l’amico è diverso, ma solo per il semplice fatto d’essere poeta dissimile al cuore di come un amico deve presentarsi e vivere la vita semplicemente com’è di quest’anacoluto pensiero e fatto anche di quest’appropriata ignoranza facciata elementare.
“Il cuore è un corpo che non sì può né vendere e, neppure comprare, sì può solo donare”. Sono un ignorante di periferia che segue un sogno che non verrà e, non si realizzerà mai…(Te la puoi risparmiare gli "disse" l’amico a Nessuno).
Non c’è storia più bella di quella per la quale scrive a Salvatore e Gennaro persone conosciute sul posto di lavoro dove la mia famiglia lavora con diverse mansioni. L’avventura dell’evento non è mai scaduto per tempo che scrive veramente il credente creduto a trascrivere il suo mio minuscolo manoscritto. Carissimi, non so spiegare un’altra vita senza quel comando di luogo della parola l’uomo tornato in verticale sulla terra, dopo anni. Dalla sua scomparsa “presunta morte”; parlò lui con lo spirito santo al ragazzo di nome Antonio- spiritualmente amorevole. Guardandolo negli occhi “splendenti” - per la fede che - ha nell’uomo destato dai morti -; gli parla come il Cristo a vangeli, d’oggi. Una vita che non sa pensare senza guardar l’albero genealogico varcando la legge di ieri nella storia che parla in codice geneticamente umano. L’epitaffista cerca come la mela del tempo una lenta e, sincera parola che dell’ultimo scimpanzé parla la nostra lingua qual tiene ognuno ovunque la qualunque savonarola s’arringa di come un senso piaciuto. Insiste Antonio a scrivere le sue convinzioni per Salvatore e Gaetano –operai dell’Escal-cemento. Non solo per uno di loro io scrivo, ma anche per gli altri da far leggere in famiglia; aiutandoli a credere ad un solo Dio. Sicuro di spiegare a Salvatore; nel nome di quella polisemia parola che: richiama il mio Signore fratello maggiore e vale la pena pensare come la persona che studia e vuole farsi una famiglia nascosta dal silenzio rock che prende per forza il Dio denaro con la sua arrampicata comunicazione distinta nell’azione sociale. Ieri partivano e, andato, via ha toccato il mondo, di tutta questa luce l’uomo dal sentito religioso. Si legge l'ansia perché il messaggio di salvezza arrivi a tutti e, subito; per credere senza lì com’e senza lì perché. Voglio cercare tutto il meglio per la mia vita; e non solo per, scoprire che, non esiste speranza nel punto dove cerchiamo. Altri prima di me hanno ricercato loro miei simili continueranno a seguire l’arte nella ricerca. Ricordava Leonardo da Vinci che: nessun essere finisce nel nulla - se Anch’io vengo, da dove si finisce la mia favola o racconto. La lettura, continuerebbe a peregrinare lo stesso passo del 2 di 16 è 4. L’arte misteriosa di questa ricerca si trova proprio, dentro l’anima naturale spirituale “la fede” di Gesù risorto con la scienza del vangelo. Arriva alla fine giacché l’istante e per tutti prima di me filosoficamente scientifico il messaggio di questi Santi risorti; per volontà del padre celeste. Papà uomo dai milioni d’interrogativi ti è chiesto, mille di volte non credendo, esistendo l’anima, dopo la morte che succede; qualcosa accade. Colui che è! M’afferma con lo spirito Santo sostenendo spiritualmente l’insieme delle immagini vissuto a ricordo, che, fin qui si presentano nel mio sogno <pregava > prima di addormentarsi col suo dolore l’altra notte e, fin qui vive il ricordo pienamente con tutte le mie facoltà mentale capacità che dopo tale cessazione di vita non c’è nulla, se la scienza non segue l’arte filosofica d’ognuno uomo creatura e figlio dell’eterno spirito. Fin qui giusto capire, aprendoci a lui e alla memoria. Verbo inteso per la scienza e, nella preghiera del vangelo di Dio – Bene! In altre parole, è iscritto, tutte le sembianze, le caratteristiche dell’essere umano. Destato uomo di 2000 anni fa - il Nazareno -). Rispettare la natura seguendo l’arte della vita scientifica, Perché ci sia qualcosa dopo il decesso di qualsiasi vita -uomo, donna, animali e naturali -.  Il mio esilio da questo pianeta, ha un ritorno così come le piogge e, se ciò non è rispettato fino alla soluzione dell’ossimoro male il bene in me padrone dovrà il verbo vedersela sostanzialmente col proprio universo. Il quale si contengano tra il bene e il male.
…Nel pianeta la ricreazione scientifica avverrà attraverso la creazione. Noi sappiamo che ogni cellula del nostro corpo vi è il codice genetico; è una struttura del quale dopo la morte, la persona che durante la vita si è meritato d’appartenere ai Santi di questo “Angelo” di<Gesù>. Gli è prelevato e ricreato automaticamente al momento del decesso una cellula, questa è immessa in una macchina Celeste che si trova nel pianeta dell’esule con tale perfezione. In un mondo chiamato dall’ETNAGIGANTE “Solo Voce”: - spirito dell’anima -. D’automatismi del verbo eterno che, dalla materia biologica vive perché è sempre vissuta prima che l’universo si componesse in Lui l’eterno spirito biologicamente vivente (Ecco che, quindi troviamo colui che è sempre vicino essendo ricreato di tutta la personalità - I propri ricordi, con le sue conoscenze). Voglio credere soltanto al mio Dio personale che è la vita e, scoprire come mai l’ETNAGIGANTE - il figlio -, della fede è destato dai morti. Voglio solo essere aiutato e, credere sempre in lui. La risurrezione e un sonno di una notte, In un risveglio eterno senza il sogno del peccato vissuto poiché resta la primizia del tuo unico profeta destato. Voglio continuare per credere; alla morte che, non ho mai vissuto e, senza scoprire il dono, di essermi tenuto in vita. Una candela grande quanto l’universo, “una vita, di luce calastra” che ci sostiene di quella salita del signore <destato > e, sempre in vita, lui vive in mezzo a noi. Soccorso reale e, lui batte tra quest’immagine e parola avvenuta e trascritta al momento che Antonio scrive. E’ successo 2000l’anni fa, per salvare questa navicella che ci contiene e, ci conterrà fino alla fine dei giorni sulla terra e, qui umanamente divenga come il cielo, lo spazio reso nell’universo infinito.
C'era una volta un bambino bravissimo che, la gente cattiva trasformò in un pulitore pensatore; un dì arrivò una luce è disse alla persona delle pulizie. Tu hai vissuto e continui a vivere come il bambino cresciuto in <Santità >, mi compiaccio e faccio promessa: se farai ciò che è scritto - diventerai un famoso filosofo nella scienza avvenire dei "PENSATORI" ovviamente questo è solo una favola illuminata per capirci tale eterna scienza.                                                                                                                                                                                     
                                                         

Manfredonia 12 /012/2009

lunedì 25 novembre 2013

Gli uomini sotto la parola













Con la tua immaginazione Polifemo










Gli uomini sotto la parola 25.11.2013 Polifemo

     Immaginate Polifemo e poi dopo averlo fatto e ben visto, di come questa mia fotografia che ha specchiato il ritratto tratto dalla pagina stabilita d’internet inquadrate tutte le immagini e, leggetemi senza escludere l’amico Luigi Rignanese <Antonio che sarei io “alias Nessuno”> eh! Viva! La meraviglia dei simili <Antonio> come: <Ulisse >. Esagero perché sono innamorato delle cose diverse partendo ingenuamente con questa conseguenza di diritto al contenuto e illudendo soltanto i sentimenti presi da questi rilievi ellenistici ma soprattutto me stesso che crede di vedere nella roccia Polifemo e Ulisse con … da vedere le foto per poi capire.