Lo stato
d’animo d’Antonio Tomaiuolo rimane permissivo; dacché pensa e scrive – e,
intanto la persona parte col suo animo a vivere con umiltà e sì presta
prostrandosi in una cosa pazzesca. Vale a ricordare che ha permesso con la sua
educazione “religiosa e culturale”! Laboriosità, su chi, aiuta nella
motivazione, del delitto - tolleranza ed esperienza… nella migliore parola.
Qual è la riduzione tranquilla dell’offeso che punta alla grand’umiliazione che
intravede il perdono per lo stato psicologico dell’offensore. L’epitaffista
dell’antonimo “Bafarde, Ma falde, Nessuno e per ultimo il Santino gli resta
soltanto lo spreco d’occupare spazio tra le pagine di una verità che uccide e
l’altra bugiarda che salva l’anima d’ognuno. Ha avuto l’illusione di poter
svegliarsi un giorno come l’onirico passaggio che ha fatto del sogno molte cose
buone e delle tante che non mi meraviglierebbero se puoi cancellare quelle
cattive. Io non credo che dicendo chi è Antonio risolva il debito con Dio. Avrei
aiutato solo l’io dello stesso – ma resta, lui molto debole. Per niente come
Giobbe; anima vissuta nella rettitudine - per portare questo peso. Per quel
poco che tu sappia quanto mi dispiace sono una mente perversa. (Possibilismo
assassino, un criminale, un vigliacco e, credo che rimarrò per sempre nessuno
il santino di turno. Una volta ha letto lui l’io di me stesso un capitolo sul
libro sacro che nelle pagine di Corinti
sì leggeva sulla redenzione ma anche chi aveva assistito e visto il destato dai
morti non credeva, perciò resto qui a scrivere di un’altra lettura che pure
importante resta l’articolo di fede. A chi, ci crede. La materia non è assente;
e intanto scrive e continua a salire o scendere uno scalino la volta che
rappresenta questa scala dei valori. Bene! Io sono quello che è qui per
rappresentare l’uomo figlio nipote zio padre nonno cugino amico della parola
del credente. Credere senza lì come e senza lì perché. La religione non ha
problemi ma non proprio come chi ci fa vivere da uomo, in questa lettura. Una
lettura, per essere stata scritta a farci vivere due volte. Continuando, ancora
per l’infinità dei tempi, dell’anima spirituale. Capisce che se riuscirà a dare
ai figli esattamente quello che il Padre Celeste ha dato al Salvatore: metà del
buono e, dello scritto, renderà vita al miscredente e al credente che, siano
loro ricchi o poveri. Sta a scrivere l’anima come chi pensa di far un buon
lavoro. Ci sono cinque gradini da fare per ottenere il perdono. Gesù figlio del
Padre e madre stella ha insegnato e continua a farlo con la parola dell’eterno
spirito a tutti i ragazzini che un giorno arrivano per esseri maturi solo per
difendersi dai grandi. Lui insegnava ed impararono, i pochi uomini che lo
seguivano perché la sua parola continuava ancora e, per tuttora a farlo bene il
miracolo della vita! Vediamo l’esempio che ha dato al contadino “bracciante”
bustrofedico padre buono e figlio ubbidiente e se ne vanno nella palindroma
parola “ETNAGIGANTE” inventata per star bene nei campi a zappare intorno alla
vigna - quasi a ruspar le radici; perché, soltanto così l’uomo potrà con la
terra dare dei buoni frutti. Lui abitua l’io di noi stesso per i figli. Con questa lettura… sulla rettitudine
cultura della semplicità, del sacrificio, del lavoro, dell’onestà, della terra
e, dalle cose da toccare che, ci danno l’enfasi di continuare a vivere
l’insegnamento che c’è stato dato di sapere, per vivere bene. Orché, facciamolo
con bravura, anche se, a volte non lo sappiamo trasmettere. Fin qui l’anima
resta convinta. Per la qual, se lo facciamo bene, com’io penso di farlo - così
allora credetemi perché questa persona ce la metta tutta e continua a scrivere
i cinque gradini del pentimento e dell’umiltà da credere per vincere la morte
che non ci separa dalle radici del nostro sognato creatore. Immaginate pure
com'è giusto; ed è stato fatto per essere a sua immagine e somiglianza. Viceversa
lui è uno di noi e resta l’unico dio personale d’ognuno che crede alla
redenzione. Il primo gradino (riconoscere ciò che sé perduto). Il secondo
gradino riguarda (il rimorso). Il terzo gradino è risarcire la persona offesa –
tipo; se lì hai rubato un pollo devi portarglielo un altro. Solo a questo punto
puoi trovarti al quarto gradino per mettere apposto le cose con Dio. Così, è al
quinto gradino che puoi davvero – devi per trovarti nello stesso posto e nella stessa situazione!
Non sono io che posso ridarle la vita; non è come un pollo rubato. In ogni caso
questo me lo è assicurato dall'anima’anima mia. Qual è nobile con Dio; e volendo
aprir le braccia. ( il senso del vuoto riempito c’è
stato ) ed è per essere scritta l’anima del mio dito alzato e abbassato nella
sua contraddizione e, per quanto sì possa ricordare l’incendio e la morte che
salva <Nerone >. Una era la mano del proprio piede e, l’altra del corpo
unico. Cosi e andato avanti pensando di continuare a vedere, come chi può ridargli la vita,
quello non ero io. Non è stato come quel pollo rubato il giorno, anche se resta
esaudito dalla vita unica la redenzione. Non è così, anche se lo volevo no!
Allora mi fermai di nuovo a pensare all'ultimo gradino; poiché era arrivato il
tempo di capire perché Dio non fa in modo che non ci troviamo mai due volte
nello stesso posto guardando dove ci porta la parola del Salvatore. Notando,
che, in “certi” posti, ci porta l’anima. Di quanto desideriamo, con lo spirito
e, non col natural qual io sono qui; e scrivo dacché ha un corpo che, poco
capisce e meno virtuosa la cosa da lui. Per lo stesso, di quando il tempo, di
lui crede; e, c’era a questo motivo l’uomo. Qual, continua a pensare, senza
essere sicuro, di far la scelta giusta; perché incapace di distinguere il
colore del Santo e la tinta dell’uomo figlio di Dio - solo Gesù Cristo sa
quanto sommano tutte queste parole buttate al vento. Per capire il nulla del
niente ascritto; se, non chiude, subito che, lui l’io di me stesso, non sa che redimersi a questi pensieri. deve tornare mai sul luogo del
delitto. Soltanto ascoltando la coscienza le basta far coincidere i giorni, più
difficili della propria vita e, di maggior angustia, d’alta paura e d’enorme
dolore. Domandai allora al tempo della
mia anima, tu m’avevi assicurata che anche se io non credevo lui credeva in me
e sarei stato alleggerito del peccato col suo giogo. Invece, mi trovo qui a
scrivere del tempo che non c’è modo di
sapere se è vero che la verità uccide e la bugia salva il vivente e non il
morto che niente ha più forte - che questo carme <corpo >. Il qual, vive
per non morire sulla terra. Sì un giorno i miei occhi non vedranno quello che
gli altri simili vedono e, pensando al cavallo che vola. Al pensiero
d’Ippocrate e all'altro passato che rappresenta per tutta la vita dell’uomo in
avanti Leonardo Da, Vince. Bene! Così, m’affermo a ricordarlo col tempo …di un
buon Michelangelo il disegno del rinascimento; anche se io non mi redimerò mai!
Continuerò ad inventarmi le cose come chi accetterà lui nell'io di vivere con se stesso! Allora? Di
qui perché non credi che Gesù è risorto dai morti e non s’è mai visto
addormentato? Il sogno continua se tu lo vuoi far lasciar vivere come il cavallo alato sulla
luna per recuperare il cervello d’Orlando. Le scrive le cose lui ma non sa che
fa parte del mio io che a momento penso a voi stessi che volete redimere; e
questa resta scritta nella peggiore
dell’ipotesi congetturale alla vita mia, qual non può essere la vostra che s’addebita
e tenta il necessario per recuperare quanto occupato. Da lui l’io di me stesso.
Nella sacrificata partenza che, il corpo umano occupa, spazio prezioso.; Non
sapendo se, supera la sicura, redenzione. Pensiero, che, chiude come gli ultimi
versi di una poesia già vera la lettura, offertami nell’occasione di quel
momento magico e via. Il Signore rispose: figlio mio io t’amo e, ti dissi…che
sarei stato dentro ogni cuore puro anche se la porta non si vede perché non c’è
modo d’esprimere l’apertura d’ogni sentimento salvabile dal Salvatore. Io resto
con te durante tutta la scritturale e dopo di questa lettura lascio l’essenza
di Dio a chi rilegge l’amore di come fa il codice di fede. Nient’altro pretende
il gene della vita; solo di vivere prima di morire e questo ci deve bastare per
farci perdonare d’ogni peccato commesso - con e, senza il libero arbitrio. Le
parole erano scritte affettuosamente a (Antonio Tomaiuolo) amico <fraterno
> dell’ignoto autore che conoscevamo meglio di quella pietra biliare e, chiudeva
l’offerta, ricevuta dalla famiglia di Dio. L’evento era registrato per te;
nella serata, di Venerdì santo. 13/04/2001. Nella casa, in una delle parti, di
questo mondo, a Manfredonia e, in voci
assoluta .L’assoluto è evidente in questo caso che assicura la parola nella sua
luce. Di qui parte questo messaggio angelico Il quale vuole salutare
tutti. Rivoliamo tanto la parola del bene cancellando il momento dell’io
medesimo. Sì cancelliamo la scala senza valore alcuno poiché i suoi gradini non
ci portano lassù nel cielo dell’arcobaleno e velo dell’anima celeste, bensì
ricorda di lui come l’amico vero dell’autore. Radichiamoci nei veri valori
trascritti per tener unita la famiglia. Vale a dire la “personale”coniugazione
dell’amico scrivente Ciao L’ignoto di Siponto oggi sé presentato nella sua
antonimia per la quale ha sostenuto che la verità uccide l’uomo naturale; ma
non condanna lo spirito - corpo dell’eterno tempo infinito. Fin qui chiude per
essere arrivato al punto della parte bugiarda che salva la fine del Dio denaro
e, di come ha vissuto l’uomo incolto sulla terra. Non importa s’è stato povero
ed è rimasto ricco. Importa cosa è rimasta della sua ricchezza culturale in
materia di pensare col sentito religioso a ricordo di chi crede senza lì come
senza lì perché l’anima si convertisse per se stesso il perdono che non c’è
senza amare chi ha inventato l’amore. Qui l’intelligenza sì lascia al tempo
della fioritura padrona della parola infinita e che riguarda il cielo la terra
monti e mare per ogni riscontro del risultato ascritto.
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