Di quest’affermazione tiriamo un sospiro di
sollievi, nel pensare ai valori dello scritturale personale e di tutta la gente
che suggerisce e ascolta nello stesso piacere di ricevere insegnamenti per
cultura eguale e, per una vita simile a chi della “lettura scrittura” Fa per
tre, accanto a quanto di quando fa sua “un’idea o una parola” ben ascoltata.
Lungo pensiero di quest’azione voluta! In controparte alla chiusura della mia
formazione. Opposta tra le scemenze; e il terzo orecchio d’uguali occhi. Qual vedono
e non sentono mai il silenzio. Nel punto, non ancora "allineati". Dall’inesistenza
memoria. Dell’altro pensiero, ancora da inventare.
Abbiamo qualcosa d’Imparabile, per chi non
si accontenta di questa prova e tempo. Nel profondo rovescio il pensiero è nel
mondo in “Solo Voce”. Campo della vita nostra, che è aperto e, sente sfiorare
il tempo; sebbene, con parole disgiunte e, con anima spirituale. Campo di
stelle. - Aria e terra, bagnata. In tutta franchezza a cielo sereno, le nuvole.
Nello stesso tempo della gran piccola perfezionata e lenta pioggia. Quale
ossimoro tempo che non c’è modo di sapere come raggiunge il nulla per quel
mondo - in “Solo Voce”. Scompensando ogni accordo ed equilibrio sulla
situazione magica. Vissuta, “miracolosamente”; e tra i tanti e molteplici corpi
naturali, raggiunge il massimo tempo e vento del Signore. Non puoi saperlo,
prima del momento, ed é vero, che c’è ansia di sentir, vedendolo, come la tua
stessa vita viva. (Un modo imparabile). Così appare all’anima <imparabile
>; anche se, il giorno cambia colore, come ogni corpo, nella parabile parola
“ossimoro” alla morte. Della quale sì desta alla luce del sole - lo zelo santo.
Dio disse: sia la luce e il giorno s’illuminava dacché dimostra l’ora nella
differenza e trattamento dell’ottica illusione. Dimostrando luce e tempo, della
notte, pieno di stelle. Considerato, che la porta della vita assicurava
l’iddio; nonché, il cielo. Per la quale aggiunge al superfluo tutto il conciso
“della vista”. Tanto vero che s’illuminava il tempo e giorno stesso, dall’alto
cielo all’eterno spazio. (A proposito del bene e del male). Incluso, la morte,
di questo quello e l’altro rivale, ove nessuno poteva pareggiare; dacché
l’imparabile anima giocava pur addormentandosi “veramente”. Per la cosa della
quale sì decide reclamando al disopra del Cristo e, da questa parabola <sì
lascia la giusta interpretazione, con la quale non sì fa niente, se pensa con
animo disgiunto allo spirito. (Della parabile parola). Qual il pensiero di
questo singolare corpo divino, linea al meglio l’imparabile senso dello spirito
Santo. Lettere che non possono star sole come ad emme o erre e, a vivere il
meglio della parola di Dio.
Amici cari noi salutiamo, prima di scrivere
qualcosa d’insensato; se è solo una scrittura ingarbugliata, non importa, vero?
Meglio si esprimiamo con le nostre idee il tutto, anche perché rappresentiamo
il nulla nel suo significato artistico. Non fare esternazioni proprie. I sogni.
Davanti a una lettrice amica. E' rischiare di perderla. Non pretendo d’essere
capito, ma solo uscire per riuscire a fare rima. Non c’è ragione di capire chi
sta fuori dalla mia invenzione, a me importa che non esci pazza. Leggendo i
contrasti già vissuti - a modo mio-. Nel campo e mondo, in “Solo Voce".
“ ETNAGIGANTE”
/Manifestare le
proprie idee/ I sogni/ davanti ad una folla é rischiare di perderla/.
Gli attimi
per scrivere una poesia, un racconto copiare altre letture sono dentro il tempo
d’ogni persona sola ed io mi affermo nel verbo volante perché c’è una ragione. Mi
ha colpito leggere tanto da rischiare in prima persona l’espressione che è
dentro quest’evento magico e reale nello stesso tempo.
Oggi il tempo mi ha colpito come il vento soffia
l’unica anima incapace d’esprimere l’assoluta verità di un ignorante
elementare. Non lo faccio mai tutto mio, ma se poi serve a scrivere altro fuori
d’ogni logica impazzisco senza e in ogni caso ci provo perché veramente mi ha
preso farlo da migliorare il corpo che non sì vedrà mai morto.
Grazie Marco e, sì! Verrò, con quest’anacoluto
scritto giacché leggo: e, ti porterò vicino l’anima di quelle mille letture,
appropriate alle superlative poesie accompagnate a volte da tuo padre, “ogni
appropriato sentimento”, infondo è il benvenuto chi vive per gli altri sgrammaticati
sogni facili a scrivere come facciamo noi-, accompagniamoci tra questi aforismi
raccolti…sono poche rime d’esposizioni a quei passaggi di vita terrena e poi
ieri sera ho avuto personalmente l’occasione di leggere Krishnamurti e, parlare
con due grandi signore madre e nonne nello stesso tempo l’antonimia scrive di
cose che poche persone sanno la grammatica e scrivono correttamente l’italiano e
questo è vero, perciò lasciamo a Leonarda e Lina riassumere senza giudicare chi
sta male come me che scrive il bene parlato provocando l’amore degli altri che
sono solo da morti i guadagni in “Solo Voce”, non si muore mai…
Per la moglie d’Antonio e, l’amica, si scrive…é
un’anima che vive nell’abitato di fronte, - al primo piano “c’è lei” <Lina
>, sotto Leonarda. Antonio è il marito di Leonarda. Entrambi Montanari scesi
in Manfredonia, dove vivono da oltre trent’anni in questa bella e solare città,
chiamata da tutti i cittadini limitrofi paese del divertimento.
Rischi
Ridere è rischiare
d’apparire sciocchi.
Piangere è
rischiare d’apparire sentimentali.
Tendere la mano è
rischiare il coinvolgimento.
Mostrare i
sentimenti é rischiare d’esporre il vero se stesso.
Amare è rischiare
di non essere riamati.
Vivere è rischiare
di morire.
Sperare è
rischiare la disperazione.
Tentare è
rischiare di fallire.
In altre parole i
rischi vanno corsi poiché il pericolo maggiore nella vita e, non rischiare
nulla.
Chi non rischia
nulla, è niente.
Può evitare la
sofferenza, la tristezza, ma non può imparare, sentire, crescere, cambiare,
amare, vivere;
é schiavo della
sua mentalità.
Ha rinunciato alla
libertà -solo chi rischia è libero ~.
Autore ignoto Antonio: vive di filosofia, ma ha a suo dire una
saggezza di parlato indefinibile con l’unica arte capace di scrivere agli amici
con il cuore in mano a ricordare sincero.
Antonio è sincero quando parla di verità
bugiarde, ma nello stesso tempo il momento mi permette di scrivere che meglio testimoniare
con poche parole. Un pensiero buono non deve superare le venti simili parole; e
questo io lo so. Fin qui credo che non gli importa a nessuno e allora ogni cosa
che sappiamo aggiorni a domani e leggiamo come fossimo solo tu ed io a capire
gli autori ignoti e presenti nello spirito che arriverà vedendo tutto. Bene! Lui
schiaccia ogni male e per tali ragioni scrive tutte le cose che a lui
colpiscono e facendo questo trasmette ai simili una breve introduzione imparato da questi autori ignoti e sconosciuti ma
visibili nella mente e corpo d’Antonio. Persona che crede senza lì come e senza
lì perché Dio c’è ed è viva la sua parola. Antonio abita sopra d’ogni chiusura
copiata parola e pensieri che toccano l’anima umana. Fin qui scrivo
nell’occasione anche e soprattutto alle persone vicino a quest’anima perché Marco
e il padre sono due autori come loro. Persone che hanno sicuramente a cuore
l’amicizia e non sanno fare ameno della poesia. Fin qui lo spirito è legato al
creatore di tutte le cose visibile e invisibile e, naturale che Antonio
vorrebbe stare sempre a scrivere come il padre di Marco e leggere libri
migliori e buoni per andare al massimo passaggio onirico di come Froide
<Fraude>. L’uomo mangia la mela e alla fine anche la banana; e tutto
questo è normale. Per non ascoltare quell’improvviso soffio di vento, ma quando
si tratta dell’eccezione e scrivo parlando della scimmia cambia tutto perché ti
afferra per mano e non parla per convincersi. Lo sai qual è la cosa buffa o
ridicola e vedere la scimmia mangiare la mela. Io non vado sulla luna ne cerco
il cervello d’Orlando per ricordare agli altri mascalzoni cavalli che salgono
come Ippocrate. Manda il cavallo sulla luna per cercare il cervello d’Orlando.
Vivo di filosofia, ma non pretendo di conoscere l’astratto conciso in questo
superfluo pensiero in ossimoro al male convenuto con il bene perché Antonio non
ha alcuna pretesa di esaurire la scrittura che copia narrando se stesso per gli
altri ignoti a chiarire la straordinarietà della nostra esistenza su questa
terra. Il mio messaggio. Non vogliono creare un'aura di mito o
un'idealizzazione intorno all’ignoto autore sopra ascritto i Rischi, il che
significherebbe tradire la sua stessa volontà. Voglio soltanto rendervi
partecipi dell'unicità del suo passaggio nel mondo e dell'inesauribile
ricchezza del suo insegnamento. Le pagine che seguiranno sono una raccolta di
"aforismi", di brevi frasi tratte dagli innumerevoli libri di
Krishnamurti. Generalmente non si può riassumere l'insegnamento di
Krishnamurti, semplicemente perché non si basa su un metodo, un sistema, ma è
un invito all'autoconoscenza attraverso la logica che deriva da un'osservazione
seria. Qui l’amico Antonio copia il sunto e cerca di raccogliere quelle frasi
che, anche se prese isolatamente, sono particolarmente chiare e il cui
complesso significato ossimoro mi appare superfluo e ingarbugliato della stessa
maniera di come le capacità leggibili, è oggi descritto da quest’ignorante
elementare. Lui lo allunga il pensiero e Antonio il medesimo lo condensa al
momento che sa di sapere che la poesia non è solo l’ermetismo d’Ungaretti anche
se apprezzabile il sentimento esposto per tempo in poche righe. Nulla di questi
autori è paragonabile a me semmai al padre di Marco che sa esprimere con lo
scritto il parlato dei figli futuri. In altre parole Krishnamurti è un autore
ineleggibile detto dai critici, ma pienamente comprensibile a una mente come il
padre di Marco. Anime native di San Giovanni Rotondo persone intese tra me e
l’autore specifico Marco perché lo conosco di persona, ma non sminuisco il
padre perché ho letto una sua poesia che mi ha molto colpito quasi a smuovere
la casa di Padre Pio da Pietrelcina, al secolo Francesco
Forgione (Pietrelcina, 25 maggio 1887 – San Giovanni Rotondo, 23 settembre
1968), è stato un religioso cattolico. La sua vita fu contrassegnata
da una forza, un'energia incommensurabile della quale neanche lui stesso
conobbe la fonte, così come - affermava egli stesso. - Un santo vicino all’idea
stessa di Krishnamurti. L’autore affermava come il Santo padre che: l'acqua non
può essere consapevole della sua natura, ma semplicemente A. Così come il
sentito religioso. Non sto qui a scrivere per convincere esagerando a credere
senza lì come e senza lì perché. Forse il padre di Marco scrivendo poesia apre
il cuore a Dio e a tutti i santi e i figli credono in lui prendendo quella
devozione accecante di chi ha vissuto con le mani bucate a ricordare le
sembianze stimmate di Cristo. Tutt'altro che stigmate ascritte a chi scrive
prova di un senso di turbamento, quasi di fastidio, di ostilità, per la dura
necessità del suo insegnamento e per quell'esistenza così abnorme, così lontana
da quanto conosciamo. Di Padre Pio posso solo scrivere che era di solito
arrabbiato per gli uomini in generale possiamo azzardare che Gesù con il suo
zelo santo a fine del male in ossimoro non poteva peccare come l’uomo semplice
che scrive oggi le cose di San Matteo. Il santo di San Marco affermava che la
rabbia è e poteva essere un peccato, solo per gli uomini e non poteva essere
simile a Gesù Cristo perché lui aveva lo zelo santo. Così io oggi riaffermando
quel valore scrivo con tutta l’anima e arte trascritta a riconoscerne la saggezza
e la validità, attraverso il vangelo di Matteo e altri dopo di Lui ha scritto
dell’uomo destato dai morti. Non hanno dimenticato di scrivere come faccio io
adesso ricordando che il peso del Signore è leggero il giogo è a suo carico.
Fin qui presenti, in potenza, in ognuno di noi: la logica e la
"serietà", intendendo con quest'ultima la definizione dello stesso
Krishnamurti, ossia l'onestà nello scandagliare se stessi, senza cercare
scappatoie o alibi per evitare la paura e il dolore della scoperta del vuoto,
delle frustrazioni e delle fughe che ci caratterizzano in questa normalità
assolutamente anormale.
Il primo impatto che può avere l’anima personale o di una simile in generale e prendo esempio su chi scrive agli amici. Sentendo lo spirito del padre di Marco o il mio che naturalmente ammette leggendo poesie e vangeli d’oggi può essere d’infinita ammirazione oppure di paura, repulsione: in entrambi i casi, per chi sia almeno un poco "serio", il suo effetto è ingarbugliato, ma si capisce la sua devastante logica per questa continua forma di pensieri anacoluti. A volte sembra quasi che io stesso non riesco ad afferrare il pensiero per paura d’essere deriso dalle parole, usate con superficialità. I pensieri ci sono per tutti quelli che vogliono capire e specialmente per chi in questo momento mi legge, sa di sapere della mia ignoranza elementare ma profuga lui stesso della mia persona. Di fatto Antonio scrive per farsi leggere e addirittura, pensa a mente serena e lucida che può essere d’osservazione la simile anima in dose di, sensi stroppiati. Antonio senza togliere nulla a quegli autori che non si firmano vuole vigorire a parole scritte il sentito capace di scoprire la propria fede. Quale hanno messo tramite Il santo di Pietrelcina radici profonde, che sollevano come Krishnamurti l’inesorabile credenza, le stratificazioni, le certezze, così come le radici degli alberi sollevano a poco a poco, fino a disgregarlo, l'asfalto che le ricopre nelle vie delle nostre città. La mente umana non può misurare la fede d’ogni cristiano n’è sentire la voce dell’incredulo cattolico in ossimoro all’ateismo di turno. Forse Krishnamurti fu come il santo di lassù e Buddha: il suo messaggio è ugualmente rivoluzionario, profondo, essenziale, ugualmente difficile da comprendere e d’attuare, parimenti indispensabile per un reale affrancamento dell'essere umano. La sua vita fu altrettanto straordinaria e percorsa da eventi eccezionali per la nostra ragione. Non ci importa tanto che questi eventi siano documentabili, rispetto a quanto accadde 2000 o 2500 anni fa. Da fratello scrivo che mi preme rilevare che Gesù si ribellò ai mercanti che sminuivano la fede verso l’eterno paradiso pensando di guadagnare il superlativo consenso dell’iddio e non come i simili venditori, bensì dei pagani. I guadagni si riferiscono alla ricchezza materiale. I saggisti non vollero organizzazioni simili attorno a loro così tramite lo spirito i pagani: sciolsero quella che Gesù chiamava la casa del padre eterno. La sua era un’organizzazione specifica. Tanto, da far prevalere, su di lui, il tempio. Non solo la scoperta creata. al momento della sua ribellione. – Nessun peccato può cadere sul corpo di chi parla per conto dello zelo santo!
Il primo impatto che può avere l’anima personale o di una simile in generale e prendo esempio su chi scrive agli amici. Sentendo lo spirito del padre di Marco o il mio che naturalmente ammette leggendo poesie e vangeli d’oggi può essere d’infinita ammirazione oppure di paura, repulsione: in entrambi i casi, per chi sia almeno un poco "serio", il suo effetto è ingarbugliato, ma si capisce la sua devastante logica per questa continua forma di pensieri anacoluti. A volte sembra quasi che io stesso non riesco ad afferrare il pensiero per paura d’essere deriso dalle parole, usate con superficialità. I pensieri ci sono per tutti quelli che vogliono capire e specialmente per chi in questo momento mi legge, sa di sapere della mia ignoranza elementare ma profuga lui stesso della mia persona. Di fatto Antonio scrive per farsi leggere e addirittura, pensa a mente serena e lucida che può essere d’osservazione la simile anima in dose di, sensi stroppiati. Antonio senza togliere nulla a quegli autori che non si firmano vuole vigorire a parole scritte il sentito capace di scoprire la propria fede. Quale hanno messo tramite Il santo di Pietrelcina radici profonde, che sollevano come Krishnamurti l’inesorabile credenza, le stratificazioni, le certezze, così come le radici degli alberi sollevano a poco a poco, fino a disgregarlo, l'asfalto che le ricopre nelle vie delle nostre città. La mente umana non può misurare la fede d’ogni cristiano n’è sentire la voce dell’incredulo cattolico in ossimoro all’ateismo di turno. Forse Krishnamurti fu come il santo di lassù e Buddha: il suo messaggio è ugualmente rivoluzionario, profondo, essenziale, ugualmente difficile da comprendere e d’attuare, parimenti indispensabile per un reale affrancamento dell'essere umano. La sua vita fu altrettanto straordinaria e percorsa da eventi eccezionali per la nostra ragione. Non ci importa tanto che questi eventi siano documentabili, rispetto a quanto accadde 2000 o 2500 anni fa. Da fratello scrivo che mi preme rilevare che Gesù si ribellò ai mercanti che sminuivano la fede verso l’eterno paradiso pensando di guadagnare il superlativo consenso dell’iddio e non come i simili venditori, bensì dei pagani. I guadagni si riferiscono alla ricchezza materiale. I saggisti non vollero organizzazioni simili attorno a loro così tramite lo spirito i pagani: sciolsero quella che Gesù chiamava la casa del padre eterno. La sua era un’organizzazione specifica. Tanto, da far prevalere, su di lui, il tempio. Non solo la scoperta creata. al momento della sua ribellione. – Nessun peccato può cadere sul corpo di chi parla per conto dello zelo santo!
Detto questo
molti autori e nello specifico Krishnamurti: si preoccupò sempre di evitare la
possibilità di crearne le condizioni in futuro, curandosi soltanto di istituire
scuole per ragazzi, credendo fortemente nell'importanza dell'insegnamento,
condotto in modo da liberare l'essere piuttosto che a plasmarlo. Il signore è
il maestro dell’eterno spirito e nessuno può annullare la volontà del padre
celeste e i suoi profeti profetizzavano Giovanni anima ferrea nella volontà, di
Dio. Lo stesso insegnamento di Gesù Cristo che rifiutava recisamente davanti a
Giovanni nelle acque pronte per il battesimo. Ricordiamo tutti i cattolici e la
figura del maestro, che si fece battezzare da Battisti suo cugino imparentato
co Davide il re della saggezza padre di Salomone. Uomo di diritto. Le poche
anime menzionate non hanno avuto solo la filosofia per credere e sentire lo
spirito vivente del padre eterno. Loro stessi erano l’eterna parola e questa
simile ci porta direttamente a Dio. Una cosa può permettere ai filosofi che
come me vivono del sentito religioso e della parola lascia il segno anche sui guru
per ogni ritualità. Oggi possiamo a distanza di millenni scrivere che: i loro
riti hanno trovato in tempi diversi, il giusto. Equo spirito, per vivere. Stare
in pace con se stessi. Gli altri sono ricordi creati. Fatti di chiacchiere; e,
nulla più di concreto. Al vangelo di San Paolo ai corinti e leggiamo nel
versetto 12.15 alla domanda nessuna risposta perché dopo aver sentito che cristo
è stato destato dai morti non credevano eppure era risuscitato ora, sta che
attorno a questi autori famosi ma ignoti rivediamo l’importanza dello spirito
santo. Il quale non uccide nessuno né tantomeno il guru. Lo spirito colto come
la scienza e la filosofia del figlio. Sulla croce tanta fede. Con altrettanti
esempi presi dal tempio del padre eterno. Diversamente alle sue credenze il
guru. Quale anima che scrive dei passaggi scritti da Jiddu Krishnamurti e dai
suoi sostenitori critici e buoni di cuori. Non si è creata alcuna Chiesa o
religione, ed egli è restato e resta solo ciò che desiderava essere: uno
specchio. Dove l'umanità poteva trovare riflessi i suoi reali processi mentali.
Mi avvertono per scrivere e testimoniare che la poesia nasce dalle anime ed io
questa c’è l’ho. Per tali fini mi esprimo vivamente con l’eterno spirito e
ricordo il mondo in “Solo Voce”. Verrò come fosse oggi la poesia di domani,
presenterà il futuro passato già tramite l’ETNAGIGANTE e mondo in “Solo Voce”. /Sono
venuto dal nulla/ e non so, dove vado/. Tutto intorno è spoglio/, povero,
misero e squallido/. Tutto è tristezza e vuoto/. Sono venuto dal nulla/ e se il
creatore dell’ETNAGIGANTE/ non verrà/ nel mondo in “Solo Voce”, se ne andrà/.
Così vive l’invenzione magica e inventata sulla parola palindroma “ETNAGIGANTE”
proprio come il bustrofedico campo anch’io me ne. ------------------------------------------------------------------------------.òrdna
Prima di cominciare a bere penso
io all’amico sbattuto e portato via. Lo vedo sopra una comune vista agitata
barella. Dagli occhi miei ho veduto l’anima umana tutta sdraiata e sprovveduta.
Tutta era fuori conciata e toccante come vecchi signori vedono il caro amante
bensì cornuto che con forza sbraitante appariva a me e a tutti gli altri
presenti malati. Anime vive con smossi corpi umani e belli. Così orecchiando e
sentendo la venuta! Sento dei passi stanchi. Vedo la mente la sua ormai stanca
e socchiusa tutta spesa. Un tempo scrisse il poeta di turno. Anima che ha messo
gli occhiali simili agli umani, l’ubriacone ormai è in memoria. Sul foglio gli
occhi entrambi videro l’orecchio che sentiva tutto e ci stava nella poesia.
Tutto il raccogliersi ad animo umano a carta scoperta c’è l’espressione di una
mente che crede e fa come toni naturalmente. Chi comanda la scritta d’oggi è
sta poesia. Libera d’ogni preconcetto, forse d’Antonio o di bambo-letto. Rivedo
e penso poi scrive al completo c’è un’anima. Ti guarda si fa vedere a riguardo
del primo pensiero venuto tra la mente dei due corpi speciali. Dissi all’amico
vengo anch’io non tu resti e pensi a ubriacarti. Svaghi pagliaccio e sorridi!
Migliore faccio se rivedo tutto e guardo intorno chi c’è e non penso al
bicchiere o alla bottiglia svuotata da bambo-letto, penso alla mano tesa di chi
porta ancora avanti in sua assenza le nostre anime, la simile si ubriaca.
Commettendole già svuotate promesse tra la prima scommessa. Di me lo sguardo
aveva limitato l’anima del buon consiglio quale arrivato a pensare Mal
volentieri rivedono il bicchiere e bottiglia rimisurata con solo mezzolitro di
vino bianco che sembra acqua, sciacquata di sopra la carta ormai l’anima e
tutta bagnata. Spumeggiante umoristica e ironica, la corporatura delle padrone
di casa; e si vede la birra che è un po’ più frizzante-lo della bionda
cognatona e serve a tutti noi bottiglie di birra perone bevanda pura per me che
non bevo vino meglio consumare birra e poi Mi addormenterò con un sogno in testa tra le braccia di colei che mi
porterà solo un nuovo bicchiere pieno di frizzante-lo lasciando il vino al dolce tonino che porta carta e
denaro all’amaro e interminabile sogno stagnato
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