sabato 14 dicembre 2013

A parole sceme – oppongono orecchie sorde.


    Di quest’affermazione tiriamo un sospiro di sollievi, nel pensare ai valori dello scritturale personale e di tutta la gente che suggerisce e ascolta nello stesso piacere di ricevere insegnamenti per cultura eguale e, per una vita simile a chi della “lettura scrittura” Fa per tre, accanto a quanto di quando fa sua “un’idea o una parola” ben ascoltata. Lungo pensiero di quest’azione voluta! In controparte alla chiusura della mia formazione. Opposta tra le scemenze; e il terzo orecchio d’uguali occhi. Qual vedono e non sentono mai il silenzio. Nel punto, non ancora "allineati". Dall’inesistenza memoria. Dell’altro pensiero, ancora da inventare.
    Abbiamo qualcosa d’Imparabile, per chi non si accontenta di questa prova e tempo. Nel profondo rovescio il pensiero è nel mondo in “Solo Voce”. Campo della vita nostra, che è aperto e, sente sfiorare il tempo; sebbene, con parole disgiunte e, con anima spirituale. Campo di stelle. - Aria e terra, bagnata. In tutta franchezza a cielo sereno, le nuvole. Nello stesso tempo della gran piccola perfezionata e lenta pioggia. Quale ossimoro tempo che non c’è modo di sapere come raggiunge il nulla per quel mondo - in “Solo Voce”. Scompensando ogni accordo ed equilibrio sulla situazione magica. Vissuta, “miracolosamente”; e tra i tanti e molteplici corpi naturali, raggiunge il massimo tempo e vento del Signore. Non puoi saperlo, prima del momento, ed é vero, che c’è ansia di sentir, vedendolo, come la tua stessa vita viva. (Un modo imparabile). Così appare all’anima <imparabile >; anche se, il giorno cambia colore, come ogni corpo, nella parabile parola “ossimoro” alla morte. Della quale sì desta alla luce del sole - lo zelo santo. Dio disse: sia la luce e il giorno s’illuminava dacché dimostra l’ora nella differenza e trattamento dell’ottica illusione. Dimostrando luce e tempo, della notte, pieno di stelle. Considerato, che la porta della vita assicurava l’iddio; nonché, il cielo. Per la quale aggiunge al superfluo tutto il conciso “della vista”. Tanto vero che s’illuminava il tempo e giorno stesso, dall’alto cielo all’eterno spazio. (A proposito del bene e del male). Incluso, la morte, di questo quello e l’altro rivale, ove nessuno poteva pareggiare; dacché l’imparabile anima giocava pur addormentandosi “veramente”. Per la cosa della quale sì decide reclamando al disopra del Cristo e, da questa parabola <sì lascia la giusta interpretazione, con la quale non sì fa niente, se pensa con animo disgiunto allo spirito. (Della parabile parola). Qual il pensiero di questo singolare corpo divino, linea al meglio l’imparabile senso dello spirito Santo. Lettere che non possono star sole come ad emme o erre e, a vivere il meglio della parola di Dio.
    Amici cari noi salutiamo, prima di scrivere qualcosa d’insensato; se è solo una scrittura ingarbugliata, non importa, vero? Meglio si esprimiamo con le nostre idee il tutto, anche perché rappresentiamo il nulla nel suo significato artistico. Non fare esternazioni proprie. I sogni. Davanti a una lettrice amica. E' rischiare di perderla. Non pretendo d’essere capito, ma solo uscire per riuscire a fare rima. Non c’è ragione di capire chi sta fuori dalla mia invenzione, a me importa che non esci pazza. Leggendo i contrasti già vissuti - a modo mio-. Nel campo e mondo, in “Solo Voce".
                                                                                                       “ ETNAGIGANTE”
/Manifestare le proprie idee/ I sogni/ davanti ad una folla é rischiare di perderla/.

    Gli attimi per scrivere una poesia, un racconto copiare altre letture sono dentro il tempo d’ogni persona sola ed io mi affermo nel verbo volante perché c’è una ragione. Mi ha colpito leggere tanto da rischiare in prima persona l’espressione che è dentro quest’evento magico e reale nello stesso tempo.
Oggi il tempo mi ha colpito come il vento soffia l’unica anima incapace d’esprimere l’assoluta verità di un ignorante elementare. Non lo faccio mai tutto mio, ma se poi serve a scrivere altro fuori d’ogni logica impazzisco senza e in ogni caso ci provo perché veramente mi ha preso farlo da migliorare il corpo che non sì vedrà mai morto.
Grazie Marco e, sì! Verrò, con quest’anacoluto scritto giacché leggo: e, ti porterò vicino l’anima di quelle mille letture, appropriate alle superlative poesie accompagnate a volte da tuo padre, “ogni appropriato sentimento”, infondo è il benvenuto chi vive per gli altri sgrammaticati sogni facili a scrivere come facciamo noi-, accompagniamoci tra questi aforismi raccolti…sono poche rime d’esposizioni a quei passaggi di vita terrena e poi ieri sera ho avuto personalmente l’occasione di leggere Krishnamurti e, parlare con due grandi signore madre e nonne nello stesso tempo l’antonimia scrive di cose che poche persone sanno la grammatica e scrivono correttamente l’italiano e questo è vero, perciò lasciamo a Leonarda e Lina riassumere senza giudicare chi sta male come me che scrive il bene parlato provocando l’amore degli altri che sono solo da morti i guadagni in “Solo Voce”, non si muore mai…
Per la moglie d’Antonio e, l’amica, si scrive…é un’anima che vive nell’abitato di fronte, - al primo piano “c’è lei” <Lina >, sotto Leonarda. Antonio è il marito di Leonarda. Entrambi Montanari scesi in Manfredonia, dove vivono da oltre trent’anni in questa bella e solare città, chiamata da tutti i cittadini limitrofi paese del divertimento.
                                       Rischi
Ridere è rischiare d’apparire sciocchi.
Piangere è rischiare d’apparire sentimentali.
Tendere la mano è rischiare il coinvolgimento.
Mostrare i sentimenti é rischiare d’esporre il vero se stesso.

Amare è rischiare di non essere riamati.
Vivere è rischiare di morire.
Sperare è rischiare la disperazione.
Tentare è rischiare di fallire.
In altre parole i rischi vanno corsi poiché il pericolo maggiore nella vita e, non rischiare nulla.
Chi non rischia nulla, è niente.
Può evitare la sofferenza, la tristezza, ma non può imparare, sentire, crescere, cambiare, amare, vivere;
é schiavo della sua mentalità.
Ha rinunciato alla libertà -solo chi rischia è libero ~.
                                                                                    Autore ignoto Antonio: vive di filosofia, ma ha a suo dire una saggezza di parlato indefinibile con l’unica arte capace di scrivere agli amici con il cuore in mano a ricordare sincero.
    Antonio è sincero quando parla di verità bugiarde, ma nello stesso tempo il momento mi permette di scrivere che meglio testimoniare con poche parole. Un pensiero buono non deve superare le venti simili parole; e questo io lo so. Fin qui credo che non gli importa a nessuno e allora ogni cosa che sappiamo aggiorni a domani e leggiamo come fossimo solo tu ed io a capire gli autori ignoti e presenti nello spirito che arriverà vedendo tutto. Bene! Lui schiaccia ogni male e per tali ragioni scrive tutte le cose che a lui colpiscono e facendo questo trasmette ai simili una breve introduzione imparato da questi autori ignoti e sconosciuti ma visibili nella mente e corpo d’Antonio. Persona che crede senza lì come e senza lì perché Dio c’è ed è viva la sua parola. Antonio abita sopra d’ogni chiusura copiata parola e pensieri che toccano l’anima umana. Fin qui scrivo nell’occasione anche e soprattutto alle persone vicino a quest’anima perché Marco e il padre sono due autori come loro. Persone che hanno sicuramente a cuore l’amicizia e non sanno fare ameno della poesia. Fin qui lo spirito è legato al creatore di tutte le cose visibile e invisibile e, naturale che Antonio vorrebbe stare sempre a scrivere come il padre di Marco e leggere libri migliori e buoni per andare al massimo passaggio onirico di come Froide <Fraude>. L’uomo mangia la mela e alla fine anche la banana; e tutto questo è normale. Per non ascoltare quell’improvviso soffio di vento, ma quando si tratta dell’eccezione e scrivo parlando della scimmia cambia tutto perché ti afferra per mano e non parla per convincersi. Lo sai qual è la cosa buffa o ridicola e vedere la scimmia mangiare la mela. Io non vado sulla luna ne cerco il cervello d’Orlando per ricordare agli altri mascalzoni cavalli che salgono come Ippocrate. Manda il cavallo sulla luna per cercare il cervello d’Orlando. Vivo di filosofia, ma non pretendo di conoscere l’astratto conciso in questo superfluo pensiero in ossimoro al male convenuto con il bene perché Antonio non ha alcuna pretesa di esaurire la scrittura che copia narrando se stesso per gli altri ignoti a chiarire la straordinarietà della nostra esistenza su questa terra. Il mio messaggio. Non vogliono creare un'aura di mito o un'idealizzazione intorno all’ignoto autore sopra ascritto i Rischi, il che significherebbe tradire la sua stessa volontà. Voglio soltanto rendervi partecipi dell'unicità del suo passaggio nel mondo e dell'inesauribile ricchezza del suo insegnamento. Le pagine che seguiranno sono una raccolta di "aforismi", di brevi frasi tratte dagli innumerevoli libri di Krishnamurti. Generalmente non si può riassumere l'insegnamento di Krishnamurti, semplicemente perché non si basa su un metodo, un sistema, ma è un invito all'autoconoscenza attraverso la logica che deriva da un'osservazione seria. Qui l’amico Antonio copia il sunto e cerca di raccogliere quelle frasi che, anche se prese isolatamente, sono particolarmente chiare e il cui complesso significato ossimoro mi appare superfluo e ingarbugliato della stessa maniera di come le capacità leggibili, è oggi descritto da quest’ignorante elementare. Lui lo allunga il pensiero e Antonio il medesimo lo condensa al momento che sa di sapere che la poesia non è solo l’ermetismo d’Ungaretti anche se apprezzabile il sentimento esposto per tempo in poche righe. Nulla di questi autori è paragonabile a me semmai al padre di Marco che sa esprimere con lo scritto il parlato dei figli futuri. In altre parole Krishnamurti è un autore ineleggibile detto dai critici, ma pienamente comprensibile a una mente come il padre di Marco. Anime native di San Giovanni Rotondo persone intese tra me e l’autore specifico Marco perché lo conosco di persona, ma non sminuisco il padre perché ho letto una sua poesia che mi ha molto colpito quasi a smuovere la casa di Padre Pio da Pietrelcina, al secolo Francesco Forgione (Pietrelcina, 25 maggio 1887 – San Giovanni Rotondo, 23 settembre 1968), è stato un religioso cattolico. La sua vita fu contrassegnata da una forza, un'energia incommensurabile della quale neanche lui stesso conobbe la fonte, così come - affermava egli stesso. - Un santo vicino all’idea stessa di Krishnamurti. L’autore affermava come il Santo padre che: l'acqua non può essere consapevole della sua natura, ma semplicemente A. Così come il sentito religioso. Non sto qui a scrivere per convincere esagerando a credere senza lì come e senza lì perché. Forse il padre di Marco scrivendo poesia apre il cuore a Dio e a tutti i santi e i figli credono in lui prendendo quella devozione accecante di chi ha vissuto con le mani bucate a ricordare le sembianze stimmate di Cristo. Tutt'altro che stigmate ascritte a chi scrive prova di un senso di turbamento, quasi di fastidio, di ostilità, per la dura necessità del suo insegnamento e per quell'esistenza così abnorme, così lontana da quanto conosciamo. Di Padre Pio posso solo scrivere che era di solito arrabbiato per gli uomini in generale possiamo azzardare che Gesù con il suo zelo santo a fine del male in ossimoro non poteva peccare come l’uomo semplice che scrive oggi le cose di San Matteo. Il santo di San Marco affermava che la rabbia è e poteva essere un peccato, solo per gli uomini e non poteva essere simile a Gesù Cristo perché lui aveva lo zelo santo. Così io oggi riaffermando quel valore scrivo con tutta l’anima e arte trascritta a riconoscerne la saggezza e la validità, attraverso il vangelo di Matteo e altri dopo di Lui ha scritto dell’uomo destato dai morti. Non hanno dimenticato di scrivere come faccio io adesso ricordando che il peso del Signore è leggero il giogo è a suo carico. Fin qui presenti, in potenza, in ognuno di noi: la logica e la "serietà", intendendo con quest'ultima la definizione dello stesso Krishnamurti, ossia l'onestà nello scandagliare se stessi, senza cercare scappatoie o alibi per evitare la paura e il dolore della scoperta del vuoto, delle frustrazioni e delle fughe che ci caratterizzano in questa normalità assolutamente anormale.
Il primo impatto che può avere l’anima personale o di una simile in generale e prendo esempio su chi scrive agli amici. Sentendo lo spirito del padre di Marco o il mio che naturalmente ammette leggendo poesie e vangeli d’oggi può essere d’infinita ammirazione oppure di paura, repulsione: in entrambi i casi, per chi sia almeno un poco "serio", il suo effetto è ingarbugliato, ma si capisce la sua devastante logica per questa continua forma di pensieri anacoluti. A volte sembra quasi che io stesso non riesco ad afferrare il pensiero per paura d’essere deriso dalle parole, usate con superficialità. I pensieri ci sono per tutti quelli che vogliono capire e specialmente per chi in questo momento mi legge, sa di sapere della mia ignoranza elementare ma profuga lui stesso della mia persona. Di fatto Antonio scrive per farsi leggere e addirittura, pensa a mente serena e lucida che può essere d’osservazione la simile anima in dose di, sensi stroppiati. Antonio senza togliere nulla a quegli autori che non si firmano vuole vigorire a parole scritte il sentito capace di scoprire la propria fede. Quale hanno messo tramite Il santo di Pietrelcina radici profonde, che sollevano come Krishnamurti l’inesorabile credenza, le stratificazioni, le certezze, così come le radici degli alberi sollevano a poco a poco, fino a disgregarlo, l'asfalto che le ricopre nelle vie delle nostre città. La mente umana non può misurare la fede d’ogni cristiano n’è sentire la voce dell’incredulo cattolico in ossimoro all’ateismo di turno. Forse Krishnamurti fu come il santo di lassù e Buddha: il suo messaggio è ugualmente rivoluzionario, profondo, essenziale, ugualmente difficile da comprendere e d’attuare, parimenti indispensabile per un reale affrancamento dell'essere umano. La sua vita fu altrettanto straordinaria e percorsa da eventi eccezionali per la nostra ragione. Non ci importa tanto che questi eventi siano documentabili, rispetto a quanto accadde 2000 o 2500 anni fa. Da fratello scrivo che mi preme rilevare che Gesù si ribellò ai mercanti che sminuivano la fede verso l’eterno paradiso pensando di guadagnare il superlativo consenso dell’iddio e non come i simili venditori, bensì dei pagani. I guadagni si riferiscono alla ricchezza materiale. I saggisti non vollero organizzazioni simili attorno a loro così tramite lo spirito i pagani: sciolsero quella che Gesù chiamava la casa del padre eterno. La sua era un’organizzazione specifica. Tanto, da far prevalere, su di lui, il tempio. Non solo la scoperta creata. al momento della sua ribellione. – Nessun peccato può cadere sul corpo di chi parla per conto dello zelo santo!
 Detto questo molti autori e nello specifico Krishnamurti: si preoccupò sempre di evitare la possibilità di crearne le condizioni in futuro, curandosi soltanto di istituire scuole per ragazzi, credendo fortemente nell'importanza dell'insegnamento, condotto in modo da liberare l'essere piuttosto che a plasmarlo. Il signore è il maestro dell’eterno spirito e nessuno può annullare la volontà del padre celeste e i suoi profeti profetizzavano Giovanni anima ferrea nella volontà, di Dio. Lo stesso insegnamento di Gesù Cristo che rifiutava recisamente davanti a Giovanni nelle acque pronte per il battesimo. Ricordiamo tutti i cattolici e la figura del maestro, che si fece battezzare da Battisti suo cugino imparentato co Davide il re della saggezza padre di Salomone. Uomo di diritto. Le poche anime menzionate non hanno avuto solo la filosofia per credere e sentire lo spirito vivente del padre eterno. Loro stessi erano l’eterna parola e questa simile ci porta direttamente a Dio. Una cosa può permettere ai filosofi che come me vivono del sentito religioso e della parola lascia il segno anche sui guru per ogni ritualità. Oggi possiamo a distanza di millenni scrivere che: i loro riti hanno trovato in tempi diversi, il giusto. Equo spirito, per vivere. Stare in pace con se stessi. Gli altri sono ricordi creati. Fatti di chiacchiere; e, nulla più di concreto. Al vangelo di San Paolo ai corinti e leggiamo nel versetto 12.15 alla domanda nessuna risposta perché dopo aver sentito che cristo è stato destato dai morti non credevano eppure era risuscitato ora, sta che attorno a questi autori famosi ma ignoti rivediamo l’importanza dello spirito santo. Il quale non uccide nessuno né tantomeno il guru. Lo spirito colto come la scienza e la filosofia del figlio. Sulla croce tanta fede. Con altrettanti esempi presi dal tempio del padre eterno. Diversamente alle sue credenze il guru. Quale anima che scrive dei passaggi scritti da Jiddu Krishnamurti e dai suoi sostenitori critici e buoni di cuori. Non si è creata alcuna Chiesa o religione, ed egli è restato e resta solo ciò che desiderava essere: uno specchio. Dove l'umanità poteva trovare riflessi i suoi reali processi mentali. Mi avvertono per scrivere e testimoniare che la poesia nasce dalle anime ed io questa c’è l’ho. Per tali fini mi esprimo vivamente con l’eterno spirito e ricordo il mondo in “Solo Voce”. Verrò come fosse oggi la poesia di domani, presenterà il futuro passato già tramite l’ETNAGIGANTE e mondo in “Solo Voce”. /Sono venuto dal nulla/ e non so, dove vado/. Tutto intorno è spoglio/, povero, misero e squallido/. Tutto è tristezza e vuoto/. Sono venuto dal nulla/ e se il creatore dell’ETNAGIGANTE/ non verrà/ nel mondo in “Solo Voce”, se ne andrà/. Così vive l’invenzione magica e inventata sulla parola palindroma “ETNAGIGANTE” proprio come il bustrofedico campo anch’io me ne.                     ------------------------------------------------------------------------------.òrdna

    Prima di cominciare a bere penso io all’amico sbattuto e portato via. Lo vedo sopra una comune vista agitata barella. Dagli occhi miei ho veduto l’anima umana tutta sdraiata e sprovveduta. Tutta era fuori conciata e toccante come vecchi signori vedono il caro amante bensì cornuto che con forza sbraitante appariva a me e a tutti gli altri presenti malati. Anime vive con smossi corpi umani e belli. Così orecchiando e sentendo la venuta! Sento dei passi stanchi. Vedo la mente la sua ormai stanca e socchiusa tutta spesa. Un tempo scrisse il poeta di turno. Anima che ha messo gli occhiali simili agli umani, l’ubriacone ormai è in memoria. Sul foglio gli occhi entrambi videro l’orecchio che sentiva tutto e ci stava nella poesia. Tutto il raccogliersi ad animo umano a carta scoperta c’è l’espressione di una mente che crede e fa come toni naturalmente. Chi comanda la scritta d’oggi è sta poesia. Libera d’ogni preconcetto, forse d’Antonio o di bambo-letto. Rivedo e penso poi scrive al completo c’è un’anima. Ti guarda si fa vedere a riguardo del primo pensiero venuto tra la mente dei due corpi speciali. Dissi all’amico vengo anch’io non tu resti e pensi a ubriacarti. Svaghi pagliaccio e sorridi! Migliore faccio se rivedo tutto e guardo intorno chi c’è e non penso al bicchiere o alla bottiglia svuotata da bambo-letto, penso alla mano tesa di chi porta ancora avanti in sua assenza le nostre anime, la simile si ubriaca. Commettendole già svuotate promesse tra la prima scommessa. Di me lo sguardo aveva limitato l’anima del buon consiglio quale arrivato a pensare Mal volentieri rivedono il bicchiere e bottiglia rimisurata con solo mezzolitro di vino bianco che sembra acqua, sciacquata di sopra la carta ormai l’anima e tutta bagnata. Spumeggiante umoristica e ironica, la corporatura delle padrone di casa; e si vede la birra che è un po’ più frizzante-lo della bionda cognatona e serve a tutti noi bottiglie di birra perone bevanda pura per me che non bevo vino meglio consumare birra e poi Mi addormenterò con un sogno in testa tra le braccia di colei che mi porterà solo un nuovo bicchiere pieno di frizzante-lo lasciando il vino al dolce tonino che porta carta e denaro all’amaro e interminabile sogno stagnato 

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