Marzo
2005
Grazie per Il dono della tua
opera in argilla soprattutto per ciò che essa rappresenta-
Ad Antonio Tomaiuolo, oggi
carissimo amico ieri mio alunno, dedico questi personali versi.
Con affetto
Il volo dell'anima
Con l'ansia di ritrovarti,
hai impresso,
nella creta,
il vola, della tua anima,
verso la "Montagna del
sole"
dove s'annida "l'aquila
di Dio":
come pellegrino
ai suoi piedi
hai tu innalzato
la tua preghiera
per liberarti
dalle brutture del mondo.
Ciò io leggo
nella tua opera
che ora porta
i segni
del simile spirito
e per questo
a me prezioso,
Giuseppe Palomba
Io
Antonio, persona ed anima spiritualmente in peccato, chiede perdono, per quello
che, avrei dovuto ricordare e, non ho detto; in più, della qual avrei dovuto
fare e non ho fatto. Un uomo può dirsi ricco soltanto se un giorno sarà
ricordato come umana persona in Cristo.
Scritto
in forma anacoluto perché non scrivo mai più di venti parole. Così l’eccezione
vuole raggiungere l’anima di chi mi legge il pensiero unico dell’eterno.
Sì
prenda pure questa pausa di riflessione e capirai com’io ho cercato di capire
l’arte leggera dell’anima d’ognuno vissuto prima di questa vita mai ricordata
per farla tanto lunga a saperla a priora che il superfluo fa venire il mal di
testa e smetto col succinto per continuare a vivere il meglio dell’io.
Mi piacerebbe esser come mi ha descritto
l’amico e maestro di questa venerata lettura, pronto a non perdere neanche una
goccia di felicità che assaporo quando leggo e guardo il suo dolce pensiero
ascritto per me e per chi adesso sta leggendo il viso che non c’è ma rientra
nella parte divina perché oggetto dell'angelo San Michele che da solo appariva
all’uomo Gargano nella sua polisemia e, il nome s'inebria nei nostri cuor.
Mi piacerebbe esser con Gargano non per
modellare ma per goder dell’apparizione - segno che solo Mosé poté avere col
sorriso di Dio – (il fuoco della felicità) che io non potetti avere -il tanto -
ma molto di più. Nel tempo del
superlativo passaggio; che a me sembrava cupo e, rese a quest’anima la
singolarità del sogno avverato - col l’arte leggera -. Più simile, l’aria e il
ciel sereno; che ancora oggi, spingono a me quel carattere che è caratteristico
solo a vederli e, ad agir come loro anime angeliche a toccar la paradisea del
tempo superato dal coraggio di vivere e, a risvegliar quella paura segno
d’attenzione e saggezza.
Una paura combattuta dal coraggio di vivere
questa vita vicino la fine che non c’è modo di sapere quanto ci piacerà per
esser con Dio. E’ bello esserci perché si ritorna a casa; e la residenza a
tutti piace. Per questo spero nella lettura della vita eterna che m’apprezza e
mi giudica per quello che ho vissuto sulla terra prima non dopo aver
accarezzato per magia questa parola che da sempre l’anima stringe a sé lo
spirito combattivo e vinto. Nonché vincente con San Miche Arcangelo; e guardo
il socchiuso che non c’è bara che tenga per sprofondare nel miracolo e,
guardando il chiaror dell'alba che irradia luce.
Mi rendo conto d’essermi solo assopito non
morto ma solo addormentato per risvegliarmi da subito a viver ancor di
quell’arte leggera. Bene; e come disse lui - cerca ancor la vita eterna che
verrà-. Sicuro che l’uomo farà qualcosa com’io penso che farà, perché solo
facendo com’io ho fatto e come tu hai fatto vinciamo la morte ed insieme sì sa
a priora che solo così credendoci sì può rendere a Dio come a cesare il corpo
naturale e al padre celeste lo spirito universal qual è il nostro descritto per
non morir mai dimenticato
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