sabato 14 dicembre 2013

Fulvio Proviamo a esternare le sensazioni poetiche sentite

     Proviamo a esternare le sensazioni poetiche sentite a riguardo dei problemi religiosi, politici e sociali.
    Non saranno i miei figli ad aiutarmi a scrivere i complicati concetti che ormai sento dentro la mia anima appropriata. Non è da loro farlo; perché ripugna a priora ciò che oggi attraverseranno queste parole consenzienti nelle brevi righe, scritte felicemente da un’anima in stato di massima brillantezza, vivo il momento giusto per esprimere il relativo pensiero che continua...
    Mi rivolgo in particolare alle persone che si sentono agnostiche e non lo sono del tutto perché credono sicuramente in qualcosa di buono per l’umanità e tutta la parte vivente del pianeta. Personalmente vedo e sento che mi possono dipingere per il lavoro che faccio - un ignorante elementare-; specialmente gli uomini che fanno sindacato, allora io mi dichiaro vicino a Fulvio dal quale mi aspetto una critica non dettata da agnosticismo, ma dal cuore; poi mi rivolgo a tutti gli amici che hanno vissuto con me i momenti peggiori di questa mia vita vissuta, e in fondo in simili situazioni dell’Escalcemento la sento addosso alla parola inventata ”ETNAGIGANTE“. Mondo in "Solo Voce”. Infine anche Fernando Pessoa: “Non sono niente". Non sarà mai niente. Non posso voler essere niente. A parte questo, ho dentro di me tutti i sogni del mondo sindacale politico sociale. Non ho potuto, voluto essere l’intellettuale di turno. Non devo esaminare, ma in fondo a tutti gli uomini di simili studi - consapevoli della terra che abbandonano la fede per l’agnosticismo, e si riconoscono nella religione solo a tempo debito, quando il “tutto” diventa già scritto. Posso scrivere io più di una testimonianza personale e famigliare vissuta con magia e fede nel vero Dio dell’amore. Credere senza lì come e senza lì perché il Signore s’è destato dai morti; e non pensare mai a quei cristiani che, pur avendo sentito tale testimonianza non credono alla vita eterna. Non lasciare che questi pensieri passino inosservati ma soffermati e innalzali nel profondo del tuo spirito, anche se molto vocalizza la mia anima < Antonio >. Dobbiamo riconoscere in noi la nostra storia e capire da dove veniamo. E’ il “vivente creatore” di tutti gli spazi e delle cose che me lo chiede a beneficio del tuo ma anche del mio spirito. Tu, Fulvio operaio dell’Escalcemento lo devi sapere e, senza nessuna presunzione possiamo scrivere che: non provieni dalla cava di calcare, ma da una genitrice e, sessantottenne foggiano padre di altri dieci corpi umani, questa è la verità, anche se per te è incomprensibile ed è un’inaccettabile verità. Mi devi perdonare se scrivo solo del mio sentito religioso e non mi fermo a credere sempre di più a quel qualcuno in generale già specificato-apparentemente agnostico-. Spero di sbagliarmi e faccio le mie scuse a te e agli altri menzionati e coinvolti senza nome alcuno. Il piacere è tutto mio sapervi vicino alla famiglia di Dio; perché le anime sono del Signore, nostro padre celeste. Ti scrivo alcuni passi religiosi dal Vangelo Secondo Marco, così capirai come tua madre ha vissuto la sua undicesima maternità. Nella parabola dei vignaioli perfidi, un uomo piantò una vigna e intorno costruì una siepe, scavò un torchio e costruì una torre, poi la diede in affitto ai vignaioli e se ne andò lontano. Bene! Capirai, come ho fatto io, che se l’uomo non semina non raccoglie. So che tu non lo farai, ma io ci spero.
    Ora vorrei scrivere pregandoti! Credi in Dio; e, Lascia perdere - l’ideologia- di Marx-. Non pensare solo al corpo naturale, vivi lo spirito secondo, l’anima. Del Padre eterno e, di suo figlio morto. Per salvare l’intera umanità, dalle continue sofferenze. Dissetati, Mangia, Saziati, facendolo personalmente. Con l’appropriata "manna"- accetta la sua parola-. Leggi questi e altri passi del Vangelo.
    Ritornando a tua madre, non desidero scrivere nulla, perché sicuramente ha una fede religiosa e crede sicuramente in Dio. Voglio però ricordare al figlio che non appoggio l’insegnamento di suo padre.  Bene, chi non crede nel Padre Eterno non deve farsi perdonare niente da Dio.
    Anche se non m’importa assolutamente niente di questo personaggio, invito tutti a fare una ricerca su Freud, padre della psicanalisi, così vi appassioneremo alla psicologia umana.  Amo il suo modo di fare scrittura e filosofia. Buffo dirlo, se lo leggerete, farete ridere il cervello e sarà trasformato come quello di una scimmia o come quello di un giocatore del Lotto, il quale non è un amico, ma solo un poco di buono. Personalmente non autorizzerei mai questi giochi; anche se non capisco pienamente la perdita per ogni rara vincita della quale l’uomo si unisce a farlo tre volte a settimana. Un buon cristiano non gioca, ne invita gli altri a farlo. Fin qui non farebbe altro che accrescere il proprio egoismo perfetto. E’ scritto nel proprio codice genetico di tradire per il proprio tornaconto, così il peccato entra nella testa della brava gente. Che mistero! La vita è tutta un mistero! Delle palindrome parole e delle intenzioni a creare il proprio “mondo”. "ETNAGIGANTE”. In “Solo Voce”. Bella questa favola, ma non incanta il marxista rappresentante sindacale <Fulvio > dell’Escalcemento. Bene! Io scrivo per sgrammaticare il naturale che sembra sempre apposta per incantare i buoni di cuore. Per questo mi permetto di farlo come uno stupido qualunque; e detto a me stesso le regole di Dio. Legge per tutta l’umanità specialmente agli agnostici i più cari per il messia.
    Non stare a giudicare lo scritto anacoluto ma pensa alla sostanza dei suoi pensieri dolenti, non scoraggiarti più del tuo essere imperfetto, lo siamo un po’ tutti, lo afferma il Signore. Non fare di questa lettera sola una poesia, ma anche e soprattutto una profonda riflessione su cosa ti scrive un amico. Voglio farti scoprire, anche indirettamente, che sono tutti un po’ poeti e che il silenzio è la migliore parola, quando non si ha niente da urlare. Grido forte il mio dolore ma non un eco solo disperazioni e tristezza di un ululare vento senza amore. Io resto amico di tutta la gente e mi auguro di vivere in un mondo migliore. Oggi ho sentito il vento del signore che mi toccava a scrivere in questo e l’altro cuore.
    L’anima naturale, spirituale devono essere autore di molte e più lettere in testimonianza con Dio. Deve per forza rallegrarsi il corpo d’Antonio che oggi scrive agli amici e non solo per figurare in una lettera lucida e profonda così com’è capace di vivere la parola di Dio in ognuno di noi, è un corpo che non si può ne vendere ne comprare, si deve solo donare. La sua parola “me” tiene fermo ma i pensieri viaggiano portandosi addosso tutto il letterato conto giacché è scritto anche per me e non solo per te! Sono un ignorante di periferia che segue il sogno che non verrà se resta agnostico e incredulo per nessuno, si realizzerà mai. Non c’è storia più bella di quella che scrivo a Fulvio e Marco in questa lettera, persone conosciute sul posto di lavoro e dove la mia famiglia lavora con diverse mansioni. La passione, l’energia con la quale scrive queste cose è come quella dei grandi scrittori nella creazione dei loro manoscritti. Non posso sfuggire ai pensieri toccanti dell’amico Marco, uomo sensibile e vicino ai problemi umani, che mi ha permesso di conoscere Tiziano Terzani. In lui è cambiata la legge del corpo umano, quando il destino segna come nella testimonianza lasciata da Tiziano Terzani nel suo libro “L’ultimo giro di giostra”.  Fulvio, negli anni 70 forse Antonio era come te nel pensiero che: sentiva.
   Volendo oggi scrivere come persona quella figura della sinistra in ultimo momento Berlinguer allora vivente e segretario del partito comunista in Italia. Possibile lettura e, cambiamento. Il mutamento, nella parola del serpente velenoso e, peccatrice, come la dolce colomba che non sì può più vedere o sentirsi furba in modo collegato alla storia del gatto e la volpe. In una simile; raccontata così, la sua trasformazione.
L’alternativa c’è stata dentro il tallone di quest’autore amico che scrive dell’anima propria “accettabile”: sono venuto dal nulla e non so, dove vado, tutto intorno è spoglio, tristezza e, vuoto.  Fulvio, se non ti ho trasmesso nulla, il vuoto mi resta ancora dentro. Fin qui la vetta è raggiunta, anche se non si arriva materialmente, basta un pensiero di Fede per realizzare un sogno. Affermo tutto ciò perché mi piace la filosofia della felicità. Lo Spirito Santo, mi guardò negli occhi splendenti di Fede e mi parlò come il Cristo fece con i suoi discepoli. Da Leonardo Da Vinci imparai che nessun essere finisce nel nulla, anche se io vengo da dove finisce la mia favola.
   Bene! Cinquina mancata ma che importa tanto ha azzeccato la felicità. Un pensiero d’amore raggiunga personalmente con Dio vivamente su tutte le anime di questo mondo per un’intelligenza, Fulvio, convertiti se puoi e vivi il sentito religioso come il più bel messaggio d’amore che può offrirti il santo di lassù. Bene e, vinci per te e me la vita è bella Schopenhauer. Dove c’è, un’entrata c’è un’uscita e il pendolo della nostra esistenza – destra sinistra. E…
Ciao Fulvio, vinci almeno su questa lettura franca nella prima spera gradita lettera. Del…

Lì 20.12.2010 Manfredonia.

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