Raccontando la vicissitudine della mia vita...
Si scrive che: non è la sua strana conoscenza che oggi mi fa inarcare sinonimi punti…
Ciao Mimmo e l’amico Antonio che scrive come uno spaventato corpo di società e m’è simile farlo sul diario con queste parole: non i pericoli, ma piuttosto i sospetti; saremo sempre agitati da vani fantasmi senza nessun vantaggio la lettura d’Alias Mafaldigne ultimamente”Malafarina”. Bene, cosa ci avrà dato la cultura il sapersi distinguere, essere riusciti a fuggire in mezzo ai nemici, evitando di morire con la legge del più forte e, naturale? A me pare troppo poco, ma la scritta mia sarà la legge del vivente corpo scampato per morire in questa scontata società. Apro il mio cuore al diario triste per qualsiasi pace interiore perdonando il peccato eternamente a fare del bene misurandola con questa serena lettera.
La scritturale antica è il mio pane quotidiano, perciò è vangelo per l’amico…
Tu Mimmo sai misurare il valore dando il peso giusto alle parole che scrive la vita dell’umano uomo di Dio; perciò fotogrammi questa lettera, per la stessa persona che capisce di leggere un film mai scritto.
La
pace stessa scatenerà le nostre paure; una volta che la mente è turbata, non ci
si fida più neppure di ciò che è sicuro, e quando questi timori infondati
diventano un'abitudine, non si è più in grado di tutelare se stessi: i pericoli
non li evitano, li fuggiamo, e se una persona gira le spalle, è più
vulnerabile.
Amico
diario mio, non è mica facile scrivere della disperazione, propria, anche se
l’amicizia è sincera si perde nel nulla di fatto che bastano anime smorte a
farci dimenticare o a ricordare gli eventi:
Perdere
una persona cara lo giudico un male gravissimo, un atteggiamento sciocca pesare
la parola nel pianto personale perché le belle piante che adornano la nostra
casa perdono le foglie.
Io
non piango le foglie, ma il fusto dell’albero mi fa rivivere i ricordi che
s’assimilano scientificamente le cose che ci danno gioia allo stesso modo in cui
guardiamo gli amici o quelle piante: godine, finché c’è il momento magico e sono
fiorenti.
Il
caso strappa alla vita un giorno, dì, altro; ma come la perdita delle foglie è
facile sopportarla perché rinascono, così s’assicura di sopportare anche la perdita
di quelli che amavi e che consideravi la gioia della tua vita, perché, se pure
non rinascono, puoi sostituirli facilmente.
Tu Mimmo non devi inventarti per me perché
io non manco di fantasia e niente porta nulla se non sarai amico sincero come
questa persona lo è per te.
Tu sai che una volta tradita la fiducia, gli amici o
conoscenti a modo di scrivere la vita altrui non saranno gli stessi.”.
Neppure tu sarai lo stesso. Ogni giorno, l'ora che passa, ti cambia; ma negli
altri questo saccheggio del tempo è più evidente, in noi passa inosservato,
perché non è manifesto. Gli altri ci sono strappati, ma noi siamo sottratti a
noi stessi furtivamente. A questo non pensi e non cerchi di curare le ferite,
ma ti crei da te motivi di preoccupazione ora con la speranza, ora con la
disperazione?
Amico
diario conservare bene le parole che scrivo a Mimmo perché Se sei saggio,
tempera l'una con l'altra: non sperare senza disperarti e non angosciarti senza
qualche speranza.
Amico
mio, Secondo quel passaggio l’esperienza personale fatta mi ha portato a
scrivere la verità dovuta all’immortale spirito divino. Aver avuto
un’esperienza singolare t’accorgi dell’assoluto sentito richiamo e sei
personalmente attirato dal mondo in “Solo Voce”. Senti nell’anima naturale lo spirito corpo
con tutto il ricordo consumato vissuto e, dove il tutto è clinicamente morto a
causa d'anossia celebrale del cervello risponde l’anima già provocata
dall’insufficienza circolazione sanguigna, e ricordo quando nella misura del
tempo riferivo alla mia persona d’essere la parte del più ignorante capo umano
in questa scritta che afferma le così.
La
spiegazione è quella psicologica: la vedi anche tu così? Bene, allora scriviamo
che cosa ha causato in me non voler attraversare l’altra parte del giardino.
Vale a ricordare l’altro mondo, chiamato da me “ETNAGIGANTE. E’ un mondo in
“Solo Voce”. Pensate come io rifletto nelle parole che scrive oggi con la
stessa intensità e, simile alla paura della morte. Ricordi e non indagine
trascritte da pazienti come l’autore afferma ai simili malati di cuore nel
reparto di cardiologia. Persone cardiopatiche tuttora come i dottori increduli
che nel riferire d’aver avuto paura della morte nei secondi precedenti
l'arresto cardiaco: tutto era accaduto così improvvisamente che non si rendessero
neanche resi conto di cosa stava loro succedendo. Tuttavia io racconto che
cominciavo a non vedere più e che i miei occhi se pur erano aperti nessuna luce
l’attraversava davanti, solo ombre e voce che ebbero paura? Non lo so! Di una
cosa Antonio è certo: Non passarono neppure pochi minuti e vidi io il Neurologo
davanti agli occhi. Gli stessi occhi che non volevano sapere della luce, ma
l’anima parlava riferendo la stranezza che provava sentendo da subito s’anche
ci fu il trattamento medico mi portarono subito con urgenza in sala
d’animazione e non fece alcuna differenza perché mi ripararono la valvola
mitrale. Finito d’intervenire sul cuore, mi portarono sopra la sala
d’animazione. Nelle carte quello che adesso scrivo non c’è, ma ricordo che
l’anestesista, che mi ha addormentato nel primo intervento stava visitando i
malati in sala d’animazione. M’è bastato poco per capire l’urgenza che ha
colpito il mio cuore e lui l’anestesista con tutto il suo coraggio e senza la
neuro della cardiologia interveniva urgentemente riaprendomi e anestetizzando
solo la parte del petto scucendo e aprendo mi faceva una grossa siringa con ago
molto lungo quasi 10,15 cm .
Una puntura da toccare l’osso della spalla. Non è stato sufficiente e così nel
vedere il Dottor Carbone che mi ha operato mi ha riportato giù in sala per
operare di nuovo sul cuore che non voleva sapere di battere bene. Il sangue si
coagulava, ed io avevo sensazioni di vomito e pensavo sempre all’ultima mela
che avevo mangiato dopo essere sceso nel secondo giorno dall’animazione al
terzo piano di cardiologia.
Di
qui ci colloquiamo a quelle parole sviste e intraviste dalla mia luce che oggi
acceca la testimonianza perché sembra scritta per gli increduli. Mi trovo ormai
da 16giorni in sala d’animazione. Il mio corpo non ha più la forza per
continuare a vivere orizzontalmente appaio ai miei occhi e ai sensi sintomo di
morte celebrale, ma una cosa succede vedo il mio corpo nel letto con tanti fili
legati al collo e al petto all’improvviso dei richiami sovraumani m’attirano a
loro e vedo solo due teste umani legati a corpi disumani entrambi stiamo ai
lati della sbarra come quelle che usiamo noi da cancelli visti per entrare ed
uscire da un confine di proprietà. Mi chiamano invitandomi ad entrare nel mondo
in “Solo Voce”, L’ETNAGIGANTE m’aspetta ma quanto più m’avvicino m’accorgo che
dentro quei confini ci sono soli corpi d’animali non mi somiglia per niente
nulla é d'umano che poteva somigliare al corpo lasciato in sala d’animazione e
quell’animo era la mia anima smorta.
Scrivo
a voi, ma lo faccio per te incredulo corpo di donna d’uomo. Solo tu puoi capire
oggi volendo vivere il meglio della vita non bisogna mai dimenticare il vissuto
ed è proprio quello che sto cercando di affermare nei suoi valori umani e
disumani con dolore e gioie nello stesso tempo che scrive la verità di quest’indimenticabile
testimonianza vissuta a fianco la morte che non c’è modo di vedersi morire della
tutta l’ombra t’appare e tu ricominci a vedere anche senza quella luce che nessuno
spegnerà mai il sole è la nostra energia di vita la morte non centra, ma ci sta,
quando nasciamo perché s’attacca per paura della vita in assoluta anima di Dio.
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