sabato 14 dicembre 2013

Amico pepone oggi mi sento un po’ defraudato -

    Amico pepone oggi mi sento un po’ defraudato - senz’essere triste-; eppure nessuno mi ha tolto niente. Non capisco e così cerco di gioire ubriacandomi a scrivere alla persona capace di fare del bene a tutti. Tu sei per me commuovente specialmente, quando m’avviso delle cose da cercare ancora. Tu sai che sono capace di commuovermi anch’io del male, e non dimentico quello che devo fare per evitare il peccato. Amico, io non ho ancora visto una persona come la tua anima capace d’abbracci solo il bene e non vedendo per cultura e carattere sfugge giocosamente ai nascosti venti del male. Mi chiedo perché: oggi il tuo amico Antonio sente fortemente nell’anima di scrivere parole. Quale, non deve domani accompagnare l’angoscia. Della quale, una volta aiutava a vivere l’aspetto umano e, nel farlo bene l’amico Antonio cresciuto continua a sperare per chiedesi che vantaggio n’avrà? Sfuggirò agli inganni, se non alle offese. Per quelli come me meglio essere nella tua sentenza. Qual giusta la finta o il sogno da nascondere. Tu non ti nascondi mai sei aperto a tutti e ti fai voler bene senza rifugiati nella filosofia per quanto ti è possibile: ti proteggi con le parole e con la conoscenza culturale abbracci tutta la gente del mondo. In ogni caso anch’io non mi nascondo mai e cerco di cooperare con le persone aperte come e te. Il dialogo sentenzia me per sperare di scrivere del coraggio che provo a farlo bene. Scrivo io della filosofia e, per quanto mi è possibile: Mi rivolgo a te che vedi tanta televisione e poi hai sempre ammesso che ti piace essere circondato da trasmissioni come: alle falde, di chili magiaro. Rivolgendomi in questo modo abbraccio, il tuo santuario. Quale, mi rende più sicuro o, almeno, più tranquillo e non maledico nessuno sapendo Dio da e il santo toglie. In ogni caso cozzano fra loro solo quelli che camminano lungo la stessa strada. Della filosofia, io non mi vanto, ma vivo senza vendermi poco perché il molto mi manca e questo, non è un modo per vantarmi; pratico la scrittura per risorgere domani in animi sinceri e con immagini che possono uccidere e far risorgere come il Cristo capace di guarire il male della morte che c’é. Scrivo con tutta la mia insolenza e arroganza specialmente oggi che sento dentro il mio corpo un vuoto da morire per risorgere guarito da questo stato d’animo risolto per molti in un pericolo: serva a me per scrivere della disperazione che dovrei rivolgermi a Dio e non a te, ma non importa la pena c’è perciò demando parole e vizi, che tu non devi rinfacciarmi paragonandomi agli altri. Non discordo mai dalla moralità comune e non faccio mai poesie scherzose o lettere da spedire ai buffoni. Tutto è scritto in modo che tu leggendo la mia lettera sembra solo un malocchio e non appare simile da condannare quello che non faccio ai tuoi occhi. Vedi con i tuoi occhi e scolta similmente ogni tempesta con le tue orecchie poi vedrà personalmente che si può essere saggi senza ostentazione, senza suscitare astio. Stammi bene.


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