Amico pepone oggi mi sento un
po’ defraudato - senz’essere triste-; eppure nessuno mi ha tolto niente. Non
capisco e così cerco di gioire ubriacandomi a scrivere alla persona capace di
fare del bene a tutti. Tu sei per me commuovente specialmente, quando m’avviso
delle cose da cercare ancora. Tu sai che sono capace di commuovermi anch’io del
male, e non dimentico quello che devo fare per evitare il peccato. Amico, io non ho
ancora visto una persona come la tua anima capace d’abbracci solo il bene e non
vedendo per cultura e carattere sfugge giocosamente ai nascosti venti del male.
Mi chiedo perché: oggi il tuo amico Antonio sente fortemente nell’anima di
scrivere parole. Quale, non deve domani accompagnare l’angoscia. Della quale,
una volta aiutava a vivere l’aspetto umano e, nel farlo bene
l’amico Antonio cresciuto continua a sperare per chiedesi che vantaggio n’avrà?
Sfuggirò agli inganni, se non alle offese. Per quelli come me meglio essere
nella tua sentenza. Qual giusta la finta o il sogno da nascondere. Tu non ti
nascondi mai sei aperto a tutti e ti fai voler bene senza rifugiati nella
filosofia per quanto ti è possibile: ti proteggi con le parole e con la
conoscenza culturale abbracci tutta la gente del mondo. In ogni caso anch’io
non mi nascondo mai e cerco di cooperare con le persone aperte come e te. Il
dialogo sentenzia me per sperare di scrivere del coraggio che provo a farlo
bene. Scrivo io della filosofia e, per quanto mi è possibile: Mi rivolgo a te
che vedi tanta televisione e poi hai sempre ammesso che ti piace essere
circondato da trasmissioni come: alle falde, di chili magiaro. Rivolgendomi in
questo modo abbraccio, il tuo santuario. Quale, mi rende più sicuro o, almeno,
più tranquillo e non maledico nessuno sapendo Dio da e il santo toglie. In ogni
caso cozzano fra loro solo quelli che camminano lungo la stessa strada. Della
filosofia, io non mi vanto, ma vivo senza vendermi poco perché il molto mi
manca e questo, non è un modo per vantarmi; pratico la scrittura per risorgere
domani in animi sinceri e con immagini che possono uccidere e far risorgere
come il Cristo capace di guarire il male della morte che c’é. Scrivo con tutta
la mia insolenza e arroganza specialmente oggi che sento dentro il mio corpo un
vuoto da morire per risorgere guarito da questo stato d’animo risolto per molti
in un pericolo: serva a me per scrivere della disperazione che dovrei
rivolgermi a Dio e non a te, ma non importa la pena c’è perciò demando parole e
vizi, che tu non devi rinfacciarmi paragonandomi agli altri. Non discordo mai
dalla moralità comune e non faccio mai poesie scherzose o lettere da spedire ai
buffoni. Tutto è scritto in modo che tu leggendo la mia lettera sembra solo un
malocchio e non appare simile da condannare quello che non faccio ai tuoi
occhi. Vedi con i tuoi occhi e scolta similmente ogni tempesta con le tue
orecchie poi vedrà personalmente che si può essere saggi senza ostentazione,
senza suscitare astio. Stammi bene.
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